I software di trading manipolano il prezzo di bitcoin
I software di trading manipolano il prezzo di bitcoin
Criptovalute

I software di trading manipolano il prezzo di bitcoin

By Marco Cavicchioli - 3 Ott 2018

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Ieri il Wall Street Journal ha pubblicato un lungo articolo di Paul Vigna e Alexander Osipovich in cui si analizza l’impatto che i software di trading basati su algoritmi informatici stanno avendo sul mercato di bitcoin.

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Si parla proprio del rischio che i prezzi vengano letteralmente manipolati grazie all’utilizzo di appositi software, e del fatto che questa sia una delle preoccupazioni che stanno rendendo perplessi i commissari della SEC che devono pronunciarsi in merito all’approvazione dell’ETF su bitcoin di CBOE, VanEck e SolidX.

Questi tentativi di manipolazione ci sarebbero in realtà anche sui mercati finanziari tradizionali, dove però in teoria sarebbero piú controllati e puniti. Sui mercati di scambio delle criptovalute invece tutto ciò ancora non avviene.

Andy Bromberg, co-fondatore e Presidente di CoinList, ha definito questo tipo di attività “dilagante” in questo momento, cosa confermata anche da Stefan Qin, managing partner di Virgil Capital, un hedge fund da 80 milioni di dollari che gestisce bot su dozzine di exchange in tutto il mondo.

Qin ha dichiarato: “Abbiamo dovuto sviluppare funzioni di gestione degli errori per verificare attività ostili e potenzialmente illegali. Tale è il selvaggio West delle crypto“, aggiungendo che all’inizio di quest’anno il fondo Virgil ha perso denaro su alcune operazioni su ETH a causa di un “bot molesto” che ha preso di mira proprio lo stesso fondo.

Questi bot spesso utilizzano la tecnica dello “spoofing”, ovvero una pratica in cui vengono inseriti sugli exchange falsi ordini solo per indurre nei compratori o venditori particolari azioni, per poi essere rimossi prima che vengano eseguiti.

Questa pratica sui mercati azionari statunitensi è stata vietata nel 2010, ma ne settore crypto purtroppo sarebbe ancora utilizzata.

Un altro caso è quello di Kjetil Eilertsen, un norvegese che ha iniziato a fare trading su bitcoin già nel 2011, ed ha creato un programma chiamato Quatloo Trader che sostiene sia “il miglior strumento di manipolazione del mercato nel mondo delle criptovalute”.

Secondo Eilertsen, infatti, in questo settore sarebbe inutile cercare di impedire la manipolazione delle valute digitali, ma si potrebbe dotare tutti di sofisticati strumenti di manipolazione in modo da rendere la competizione meno squilibrata.

Ha detto: “Se tutti possono manipolare, nessuno manipola”.

Sempre Andy Bromberg di CoinList ha aggiunto che questa manipolazione “danneggia la reputazione del mercato e danneggia gli investitori individuali“.

Infatti, le vittime di queste manipolazione sono coloro che non possono disporre di strumenti adatti per difendersi, o addirittura contrattaccare, come sostiene Eilertsen. In questo modo la disparità di forze in campo è enorme ed incolmabile, con i grossi operatori che sono in grado di manipolare il mercato a scapito dei piccoli.

Un’altra manipolazione è il cosiddetto pump-and-dump, che viene facilitata dall’utilizzo di appositi bot che consentono di pompare il prezzo delle criptovalute bersaglio.

Ad esempio, lo strumento chiamato “ping-pong” consente di eseguire acquisti e ordini simultanei creando l’impressione che vi sia un’intensa attività su una particolare criptovaluta: questo può innescare un eccesso di interesse che può portare a diversi nuovi ordini di acquisto, ed a un conseguente aumento di prezzo.

Gli autori dell’articolo concludono dicendo che non è chiaro quanto questo “selvaggio West” possa ancora durare. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e la Commodities Futures Trading Commission (CFTD) stanno indagando su queste manipolazioni, ma ad oggi non risultano ancora esserci azioni concrete mirate a ridurle.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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