Whitepaper Petro, non sarà più coperto al 100% dal petrolio
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Whitepaper Petro, non sarà più coperto al 100% dal petrolio

By Marco Cavicchioli - 4 Ott 2018

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Aumentano sempre di più i dubbi sulla criptovaluta nazionale venezuelana, il Petro. D’altronde, a pochi giorni dall’ipotetico sbarco sul mercato, persino i venezuelani preferiscono bitcoin.

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La novità di oggi è che è online un nuovo whitepaper, differente rispetto all’originale (mentre l’explorer è ancora offline).

Come se non bastasse, la versione inglese del whitepaper Petro è un pdf con una sola pagina (la copertina), mentre solo quella in spagnolo è completa.

È vero che il token non è ancora acquistabile sui mercati, ma un cambio di whitepaper in corso, a pochi giorni dal lancio, suona davvero molto male.

In particolare, si è scoperto che il token non sarà più supportato al 100% da petrolio, come raccontato finora, ma anche da altre risorse del Venezuela.

D’altronde era già stato dimostrato che le riserve petrolifere spacciate come copertura non c’erano.

Maduro lunedì ha annunciato in televisione il lancio ufficiale del Petro come valuta nazionale, dicendo: “a differenza di altre valute digitali non ha bisogno di essere estratto perché ha già un valore; è protetto dal petrolio venezuelano e dalla ricchezza mineraria“.

Nel whitepaper è riportato che ora Petro sarà legato solo al 50% dal petrolio, e per il 20% dall’oro, per un altro 20% dal ferro, e per il restante 10% da diamanti.

Non è però dato sapere come dovrebbero funzionare queste coperture.

Altro cambiamento è quello legato alla tecnologia utilizzata: il nuovo whitepaper afferma che l’algoritmo utilizzato per di mining sarà X11 di Dash per la Proof of Work ed avrà un sistema masternode per la Proof of Stake.

Il sistema ibrido utilizza blocchi da 4MB e un intervallo di 1 blocchi al minuto.

Il whitepaper utilizza illustrazioni copiate direttamente dai whitepaper di Dash e Bitcoin, tanto che in giro si dice che sia una copia di Dash.

D’altronde Dash è già ad oggi la criptovaluta più utilizzata in Venezuela come mezzo di scambio, pertanto non stupisce che il Petro si sia “ ispirato” a Dash.

Anche se viene da domandarsi per quale motivo i venezuelani dovrebbero usare Petro, che è centralizzato, e non Dash, che è decentralizzato.

Inoltre, Maduro sostiene che il token sia già presente nei 6 exchange internazionali più importanti al mondo, ma non c’è alcuna conferma: “Tutti i venezuelani avranno accesso al Petro per fare acquisti internazionali. Le monete Petro sono ora un sostituto legale dei dollari negli affari immobiliari e per pagare merci come biglietti aerei, hotel e simili“, ma anche su questo per ora non vi è conferma.

Ogni Petro equivarrà a 3.600 bolivar sovrani, la nuova versione della valuta nazionale, e secondo Maduro dal 5 novembre “il popolo venezuelano sarà in grado di acquistare Petro con bolivar sovrani“.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

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