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ING utilizza la blockchain per una maggiore privacy
ING utilizza la blockchain per una maggiore privacy
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ING utilizza la blockchain per una maggiore privacy

By Adrian Zmudzinski - 22 Ott 2018

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ING ha presentato un nuovo tipo di zero-knowledge proof (dimostrazione a conoscenza zero) alla conferenza bancaria di Sibos. Il nuovo algoritmo ha alcune applicazioni piuttosto interessanti.

Read this article in the English version here.

ING ha infatti spiegato:

ZKSM può essere usato per costruire firme digitali chiamate ‘ring signature’, che permettono a qualcuno di firmare digitalmente un messaggio per conto di un gruppo di utenti. In seguito, chiunque può verificare che la firma è stata effettivamente generata da un membro del gruppo. Questo è interessante, ad esempio, per consentire ad un membro di un comitato direttivo di firmare un contratto in forma anonima. Un caso d’uso interessante è quello delle cosiddette credenziali anonime, in cui una parte fidata può attestare che un utente contiene attributi i cui valori siano corretti, ad esempio il paese di residenza di una persona che viene convalidata dal governo, consentendo all’utente di dimostrare in seguito che vive in un Paese che appartiene all’Unione Europea, senza rivelare di quale Paese si tratti.

Secondo un documento pubblicato da ING, le zero-knowledge proof sono “un metodo crittografico che permette ad una parte (il dimostratore) di dimostrare ad un’altra parte (il verificatore) che una data dichiarazione sia vera, senza però trasmettere alcuna informazione aggiuntiva“.

Il codice è open source, quindi potremmo vederlo integrato in futuro nelle blockchain già esistenti. Il progetto è stato anche esaminato da Madars Virza, co-fondatore di Zcash.

Annerie Vreugdenhil, responsabile dell’innovazione bancaria all’ingrosso di ING, ha detto: “Siamo entusiasti che la nostra soluzione innovativa sia ora pronta per essere implementata e testata”.

Non è la prima zero-knowledge proof da parte di ING

La banca ha anche rilasciato zero-knowledge range proofs, un tipo zk proof che utilizza meno risorse computazionali e può dimostrare un numero all’interno di un intervallo specifico. La banca ha anche pubblicato un whitepaper sull’applicazione della tecnologia su Ethereum.

 

Adrian Zmudzinski
Adrian Zmudzinski

Adrian è un appassionato di tecnologia e IT, specializzato nell'analisi di token, tecnologia blockchain e crypto. Il suo interesse verso Bitcoin risale al 2009, espandendosi al mondo delle crypto più in generale. Le sue analisi si concentrano per lo più sulle potenzialità tecnologiche alla base dei token.

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