Il ban dell’India su Bitcoin potrebbe essere impossibile
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Il ban dell’India su Bitcoin potrebbe essere impossibile

By Marco Cavicchioli - 15 Nov 2018

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In India da luglio esiste un vero e proprio ban su Bitcoin e su tutte le criptovalute, ma la situazione è in continuo divenire e rimane comunque confusa, tanto che gli indiani in realtà continuano a scambiarsi BTC, sebbene in maniera molto limitata.

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Alcuni esperti sostengono che il piano messo a punto dal governo indiano per vietare bitcoin e le criptovalute sia impossibile da realizzare, a causa della natura stessa delle valute digitali.

Ne dà notizia Quartz India che dice espressamente che non sarà affatto facile far rispettare realmente il ban di bitcoin. Il piano del governo, in realtà, non è ancora noto, ma è già chiaro che implementarlo sarà comunque incredibilmente difficile.

Anzi, questi tentativi potrebbero favorire il riciclaggio di denaro sporco, le transazioni illegittime e l’evasione fiscale, creando un vero e proprio mercato nero diffuso delle criptovalute.

Attualmente in India ci sono circa 10 grandi exchange con una base utenti stimata di circa 6 milioni di persone.

Si prevede che gli acquisti, le vendite e le transazioni in criptovalute saranno vietati mentre non lo sarà il loro mero possesso. Nischal Shetty, fondatore e CEO dell’exchange indiano WazirX, ha dichiarato:

“Anche se il governo decidesse di vietare il possesso, sarà semplicemente impossibile implementarlo”.

Infatti, per proibire ai cittadini di effettuare transazioni in criptovalute bisognerebbe di fatto obbligare gli exchange a chiudere. Ma lo stesso Shetty ha aggiunto:

Il governo può bandire con successo i grandi exchange, ma poi i piccoli scambi iperlocali potrebbero emergere e sarà estremamente difficile tenerne traccia e bloccarli”.

Inoltre, anche se venissero bloccati tutti gli exchange indiani, gli utenti potranno comunque sempre utilizzarne uno estero, sebbene sulle transazioni estere il governo indiano abbia imposto severi controlli, ma pare ci siano modi per evitare anche questi, come ad esempio canali peer-to-peer per trasferire i propri investimenti su exchange esteri.

Tanvi Ratna, consulente di Incrypt, un’azienda che fornisce consulenza alle aziende sulla tecnologia blockchain, ha detto:

“Una volta che un indiano ha investito in una valuta estera potrebbe diventare impossibile per il governo tracciare i suoi investimenti, perché la maggior parte degli scambi esteri consente anche la conversione in monete private che rendono le transazioni non rintracciabili”.

Il governo a questo punto potrebbe anche bloccare l’accesso ai siti web degli exchange esteri, ma anche in questo caso ci sarebbero sistemi di evitare il blocco, come ad esempio l’utilizzo di VPN.

R.Gandhi, ex Vicegovernatore della Reserve Bank of India, sostiene invece che “ogni transazione in cripto dovrà essere risolta in valuta reale e da qualche parte il sistema formale sarà in grado di catturarlo”.

In definitiva, la situazione sembra simile a quella della Cina, dove il ban è già in atto, ma non sembra funzionare a dovere.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

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