Bloomberg critica le previsioni di bitcoin per il 2019
Bloomberg critica le previsioni di bitcoin per il 2019
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Bloomberg critica le previsioni di bitcoin per il 2019

By Fabio Lugano - 10 Dic 2018

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Alcuni giorni fa, Bloomberg ha pubblicato un articolo nel quale vengono criticate o ridicolizzate le previsioni per il 2019 dei valori di bitcoin e di altri mercati, anche nell’ottica di quanto successo nel 2018.

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L’analisi parte dall’assunto che gli esperti emettono le proprie previsioni per compiacere i propri committenti, esattamente come accade per le veggenti.

L’autore, Barry Ritholtz, non considera solo bitcoin, ma il problema complessivo delle previsioni in ambito finanziario, mettendo in luce come esista un elemento di carattere filosofico che rende aleatorie le previsioni, spesso strumentali e fatte per guidare e distorcere i comportamenti degli investitori.

Spesso si pagano esperti per fare delle previsioni, ma costoro, anche avendo registri dei dati perfetti, non sono in grado di fare delle previsioni perfette.

Queste le previsioni fatte finora per BTC:

Kay Van-Petersen, che previde quota 100mila, non è uno sconosciuto, ma un analista di Saxo Bank.

La questione di fondo è che i mercati sono troppo casuali.

Si tratta di un Problema dei tre corpi: conoscendo massa e velocità di tre corpi nello spazio, ciascuno influenzante gli altri due, è possibile prevedere la relativa posizione?

La risposta è stata scoperta da Henri Poincaré nel 1887 ed è no, tranne alcuni casi molto particolari, perchè questo sistema a tre è non ripetitivo.

I dati storici sui movimenti non possono effettuare previsioni sulle posizioni future e non esiste alcun algoritmo in grado di farlo.

Quindi, siamo di fronte ad un problema di carattere filosofico, prima che tecnico.

Le persone, anche quelle più preparate, non amano ammettere di non essere in grado di controllare gli eventi e che il caso abbia un ruolo così importante nella vita. Il problema, in realtà, non è fare le previsioni, ma rimanervi attaccati anche quando si rivelano sbagliate.

Il problema non è solo per Bitcoin, ma più generale. Ritholtz, nell’articolo su Bloomberg, espande la valutazione anche ad altri ambiti dove le previsioni sono state sbagliate: dall’oro, che alcuni prevedevano a 5000 dollari all’oncia, quando ora è poco sopra i 1200, ai mercati azionari, che si sono rivelati altamente imprevedibili.

I previsori non si sono rivelati, per quanto esperti, più precisi degli indovini medievali.

Ritholtz è stato molto realistico, anzi quasi ottimistico nelle sue previsioni, perchè non ha considerato la presunzione predittiva che si dà ai nuovi trading algoritmici, basati su dati statistici puramente indicativi e destinati a non ripetersi.

Prendiamo, ad esempio, la volatilità di BTC, indice utilizzato nell’analisi tecnica:

Di solito, una bassa volatilità è indice di stabilità o crescita, ma in BTC, prima degli ultimi crash, era bassissima.

In realtà, il suo basso valore era probabilmente solo indicatore degli algoritmi che si muovevano tutti nello stesso banale modo.

L’AI (Intelligenza Artificiale) è intelligente, o stupida, nell’identica maniera, mentre la mente umana è capace di mostrare maggiore variabilità.

In questo caso, il battito d’ala in Brasile provoca movimenti apparentemente imprevisti o inconsulti nei mercati a livello globale. Paradossalmente, un mercato umano reagirebbe in modo meno impulsivo e molto più graduale. Quando il mercato più liquido, quello di BTC, non è prevedibile, ancora meno lo sono quelli di altre valute, quali ETH o XRP, che hanno meno liquidità.

Fabio Lugano
Fabio Lugano

Laureato con lode all'Università Commerciale Bocconi, Fabio è consulente aziendale e degli azionisti danneggiati delle Banche Venete. E' anche autore di Scenari Economici, e conferenziere ed analista di criptovalute dal 2016.

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