Smau Napoli 2018: la mozzarella di bufala va su blockchain
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Smau Napoli 2018: la mozzarella di bufala va su blockchain

By Fabio Carbone - 14 Dic 2018

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Il programma di Smau Napoli 2018, in corso nel capoluogo campano presso la Mostra d’Oltremare fino al 14 dicembre, è ricco di workshop dedicati alla blockchain e alle possibili applicazioni nelle aziende del vivace tessuto imprenditoriale campano.

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I settori agroalimentare e zootecnico, in particolare, sono oggetto di numerose iniziative istituzionali e private a supporto degli agricoltori e allevatori, perché possano far valere sul mercato nazionale e internazionale la genuinità dei propri prodotti.

La Regione Campania e l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, hanno implementato un sistema basato su blockchain all’interno di GISA, il software di gestione integrata dei servizi e delle società.

Sulla blockchain, la Regione Campania, tiene traccia dei controlli svolti dalle autorità sanitarie e di zooprofilassi sugli allevamenti della filiera bufalina e presso gli stabilimenti di lavorazione del latte di bufala usato per produrre la nota mozzarella di bufala.

La garanzia di veridicità sui dati immessi, spiega la dottoressa Loredana Baldi dell’Istituto zooprofilattico, è data dagli enti pubblici mentre blockchain garantisce l’immodificabilità dei controlli e ispezioni effettuate.

Il progetto GISA ha ottenuto un successo nazionale e internazionale ed è stato inserito nel Catalogo del riuso dell’Agenzia per l’Italia in digitale.

Grazie alla condivisione della piattaforma, essa è in fase di valutazione presso altre regioni, tra le quali la Valle d’Aosta.

Smau Napoli 2018

All’edizione di Smau nella città partenopea, Cooevo, startup Made in Napoli a vocazione internazionale, presenta le prime applicazioni concrete della piattaforma blockchain dedicata alla tracciabilità dei prodotti agroalimentari.

A Malta, spiega Michele D’Ambrosio, business manager di Cooevo, la piattaforma è stata utilizzata nell’ambito della silvicoltura intrecciando i dati satellitari forniti dai satelliti Sentinel dell’ESA.

Agroalimentare, nuove tecnologie e formazione

Il presidente di Copagri Campania, Paolo Conte, ha sottolineato l’importanza delle nuove tecnologie nel settore agricolo campano, ma ha anche messo in luce come le nuove tecnologie, tra cui la blockchain, per essere applicate hanno bisogno di formazione.

Gli agricoltori devono essere accompagnati attraverso progetti di formazione, che spieghino anzitutto i benefici che le nuove tecnologie possono apportare ai prodotti agricoli.

Tracciare i prodotti agroalimentari, apporta benefici sul piano della food security e della qualità, garantendo che effettivamente il prodotto rispetta le normative nazionali e gli standard europei in fatto di coltivazione e distribuzione.

Questa la riflessione del presidente di Copagri durante il workshop “Food blockchain, verso il futuro della filiera: come aumentare la sostenibilità del modello agricolo attraverso l’innovazione”.

Turismo culinario, reti d’Impresa e blockchain

Nell’edizione di Smau a Napoli, L’Associazione reti di imprese PMI ha presentato i suoi studi nel settore del turismo e i progetti di valorizzazione dei beni culturali e agroalimentari dei territori attraverso le tecnologie digitali.

All’interno del workshop “Reti d’Impresa 4.0: turismo, cultura e agrifood”, l’AssoretiPMI ha presentato il progetto basato su piattaforma blockchain di alcuni consorzi di viticoltori consociati, per tracciare la filiera vinicola dal vigneto al consumatore finale.

Identità digitale e asset di rappresentazione digitale

B2Lab, a Smau Napoli 2018, ha presentato la recente piattaforma Bloki dedicata alla gestione dell’identità digitale e alla gestione di asset di rappresentazione digitale di beni materiali e immateriali.

La piattaforma è attualmente operativa e utilizzata per registrare i verbali di turno di una azienda di servizi di Tivoli ed è utilizzata da una società immobiliare di Roma per la gestione degli immobili.

Fabio Carbone
Fabio Carbone

Writer freelance dal 2013 ha studiato informatica e filosofia ed anche un pizzico di sociologia. Nel 2016 ha scoperto la crypto economy e da allora scrive di blockchain e criptovalute, per approfondire un movimento che non è fatto solo di esperti matematici e crittografi, ma di gente che genera una nuova economia dal basso. Scrive dello stesso argomento su vari siti web di settore. Scrive di Industria 4.0 ed economia digitale in generale.

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