Morgan Stanley, multa da 10 milioni per l’AML. Una riflessione su crypto e KYC
Regolamentazione

Morgan Stanley, multa da 10 milioni per l’AML. Una riflessione su crypto e KYC

By Ilaria Stirpe - 27 Dic 2018

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Morgan Stanley, nota banca d’affari americana che da qualche tempo si sta anche dedicando anche a progetti crypto, è stata multata dalla Financial Industry Regulatory Authority (FINRA) per $10 milioni a causa di problemi con le normative di anti-money laundering (AML).

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La multa della Financial Industry Regulatory Authority (Finra) sarebbe dovuta a problemi di AML che si estendono per un periodo di oltre 5 anni, dal gennaio 2011 all’aprile 2016, e per oltre 10 miliardi di dollari in bonifici e trasferimenti in valuta estera.

Il KYC e il riciclaggio di criptovalute

Soprattutto da un anno a questa parte, durante la febbre delle ICO, si è diffusa sempre di più la procedura di KYC – Know Your Customer – volta ad evitare il riciclaggio di denaro e quindi delle criptovalute.

Ma, come disse Edan Yago, CEO di Epiphyte, qualche mese fa “There’s a Bigger Scam Than Anything in Crypto, It’s Called KYC/AML”: il più grande scam potrebbe essere proprio quello per evitarli.

Il KYC nasce infatti come norma per cercare di regolamentare gli investimenti in crypto e lo spostamento di queste per evitare il riciclaggio di denaro sporco, ma questo sistema costa decine di milioni alle aziende ogni anno: secondo alcuni dati costa circa $10 dollari a persona che invii i propri documenti per la verifica (che sia Tier 1, 2 o 3, ecc…).

Inoltre, il KYC pone delle restrizioni territoriali a qualcosa, nonché le crypto, che invece nasce come privo di confini, e priva la gente più povera, senza un’”appropriata” carta di identità, di entrare in questo settore che invece ha come scopo l’inclusione finanziaria.

Ad ogni modo, questo grande fratello non è solo relativo alle crypto, spesso mistificate come il metodo più facile per evadere il fisco o riciclare denaro, visto che le procedure di AML sono applicate anche alle più tradizionali banche.

Che Morgan Stanley sia colpevole o no non è certo tema di cui occuparsi in questa sede e poco ci interessa – Morgan Stanley per ora non ha neanche risposto alle accuse.

Ciò che importa ora invece è ricordare che le criptovalute e bitcoin non sono il male assoluto come spesso vogliono farci credere titoli quali “Siamo di fronte ad un Ponzi 4.0”: le banche, il contante e tutti gli altri sistemi finanziari tradizionali possono essere usati come mezzo per riciclare denaro. Bitcoin è solo l’ultimo arrivato che viene incolpato come il nuovo alunno che arriva in una classe già formata da tempo.

Ilaria Stirpe
Ilaria Stirpe

Laureata con lode all'Università La Sapienza di Roma, consegue il master in Visual Merchandising specializzandosi in Marketing per le strategie comunicative dei Social. Precedentemente lavora come Web Writer, Seo Specialist e reporter per testate regionali online.

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