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EBA ed ESMA chiedono regole comuni sulle crypto
EBA ed ESMA chiedono regole comuni sulle crypto
Regolamentazione

EBA ed ESMA chiedono regole comuni sulle crypto

By Fabio Lugano - 9 Gen 2019

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In due documenti separati, ma quasi temporalmente coincidenti, EBA ed ESMA chiedono regole specifiche sulle crypto.

Read this article in the English version here.

I due enti pongono ai legislatori europei la necessità di procedere alla creazione di un quadro normativo base comune sulle criptovalute per tutti i Paesi europei, attualmente non dotati di una legislazione specifica a riguardo o con legislazioni esclusivamente nazionali.

L’EBA, Associazione Bancaria Europea, parte dalla considerazione, quasi ovvia, che le valute virtuali non sono moneta fiat, ma che possono essere considerati, a seconda del prodotto esaminato, “Qualcosa di diverso”, che varia da un prodotto assimilabile ad un mezzo di pagamento elettronico, già regolato, ad un attivo di carattere finanziario, fino a qualcosa non standardizzabile all’interno delle regole attuali.

Vengono posti in evidenza diversi punti critici fra cui la necessità di implementare le adeguate normative antiriciclaggio (AML), come da indicazioni del gruppo indipendente FAFT (Financial Action Task Force), che ha già dato raccomandazioni stringenti in merito, a partire dalla definizione di cosa sia o meno una criptovaluta.

EBA ESMA regole sulle crypto

L’ESMA, European Security Market Agency, ente di controllo sui mercati finanziari europei, ha anch’esso emesso un report con il quale va a mettere in luce le mancanze di carattere normativo europeo, anche se a un punto di vista diverso, cioè quello relativo all’ente di controllo delle attività finanziarie.

Un tentativo di classificazione uniforme da parte dell’ESMA è già stato compiuto nella scorsa estate, con un test nel quale alle singole autorità di controllo nazionali era stato chiesto di giudicare la natura di un campione di valute virtuali, ottenendo delle risposte che evidenziavano la disomogeneità dei criteri applicati nei vari Stati.

La normativa non è quindi uniforme in Europa e lascia ampi spazi vuoti per la definizione degli attivi stessi.

Perfino la definizione fra cosa sia una security da sottoporre all’ampia normativa europea (MiFID II; Normative per la Clearence, Direttiva sull’abuso della posizione di mercato, regolazione dello Short Selling) e cosa non lo sia non è uniforme e viene lasciata ai singoli Paesi.

In generale, l’ESMA è orientata a considerare come una security ogni criptovaluta che sia trasferibile e che contenga una qualsiasi forma di remunerazione finanziaria, e ciò fa sì che molti di questi valori virtuali dovrebbero essere sottoposti ad una regolamentazione in teoria molto precisa, ma praticamente di difficile, o impossibile applicazione: pensiamo alle norme che regolano attualmente il deposito ed il pagamento dei titoli azionari, nati per un mercato completamente diverso da quello degli exchange crypto.

Fabio Lugano
Fabio Lugano

Laureato con lode all'Università Commerciale Bocconi, Fabio è consulente aziendale e degli azionisti danneggiati delle Banche Venete. E' anche autore di Scenari Economici, e conferenziere ed analista di criptovalute dal 2016.

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