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Localbitcoins: i Paesi record di volumi crypto
Localbitcoins: i Paesi record di volumi crypto
Criptovalute

Localbitcoins: i Paesi record di volumi crypto

By Fabio Lugano - 3 Feb 2019

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Secondo i dati aggiornati su Localbitcoins si può vedere quali sono stati i Paesi record nei volumi di scambio di bitcoin e in generale di tutte le crypto durante il 2018 e inizio 2019 oltre che sapere quali sono le criptovalute più diffuse.

Read this article in the English version here.

Localbitcoins è un noto strumento per comprare bitcoin in modo “Over the counter”, ovvero che comprare bitcoin e vendere le valute virtuali direttamente da una persona.

Con questo tool si hanno le offerte per comprare bitcoin e altre crypto nelle prossimità, permettendo quindi un incontro ed una compravendita senza intermediari, neanche l’exchange: una soluzione peer to peer nella sua concezione più pura ed originale.

Prima di tutto consideriamo le 10 valute più diffuse (dati Anacoinda) :

La prima valuta è il Rublo russo, seguito dal dollaro USD, dal Naira nigeriano, dalla Sterlina inglese, dal Bolivar venezuelano e dallo Yuan cinese.

Già i  numeri in assoluto dicono molto sulla diffusione, ma ancora più interessante è il rapporto fra volume di scambi crypto (anche solo in 24 ore) di BTC ed il PIL giornaliero del Paese, rapporto che ci permette di valutare lo scambio sulla base delle dimensioni dell’economia del Paese.

Facendo questa proporzione otteniamo che in un giorno viene scambiato:

  • 0,097% del PIL venezuelano;
  • 0,054% del PIL russo;
  • 0,094% del PIL nigeriano

I numeri sembrano bassi, ma queste tre nazioni hanno una fetta importante del proprio Prodotti Interno Lordo – soprattutto Venezuela e Nigeria – derivante dagli scambi di carattere petrolifero. Ad esempio, il PIL venezuelano dipende per il 41% dalla produzione di petrolio.

In questi casi la regolazione degli scambi avviene sui mercati internazionali in valute fiat.

Interessante il ruolo della Nigeria che non presenta i fenomeni di iperinflazione tipici del Venezuela, dato che presenta un tasso pari a poco più del 11% YoY: la valuta virtuale sta prendendo piede motu proprio e non per “cause di forza maggiore”, anche se è probabile che giochi un ruolo importante l’inefficienza del sistema bancario.

Se consideriamo la situazione di alcune aree o Paesi vediamo come questa sia fortemente influenzata dalla situazione economica e dalle prospettive monetarie del Paese stesso. (dati Coin.dance)

Ad esempio, se consideriamo un’area come l’Europa, con una prospettiva di inflazione bassa se non nulla, un sistema bancario efficiente e la concorrenza di altri strumenti di trasferimento, vediamo che lo scambio OTC è in calo, per lo meno con lo strumento P2P localbitcoins:

Al contrario l’Argentina, vittima di fenomeni inflazionistici molto elevati, vediamo che dopo il picco fra il 2017-18 vi sono stati altri picchi, in corrispondenza ai momenti di crisi interna:

Caso limite è quello del Venezuela, dove gli scambi sono stati molto limitati sino all’esplodere della recente crisi che ha portato l’inflazione ad 1,5 milioni per cento su base annua, con la distruzione della moneta fiat locale.

Un caso particolare si presenta anche in Europa. In Ungheria l’Inflazione è sotto il 3% ed il Fiorino appare piuttosto stabile soprattutto se comparato alle valute sud americane.

Invece si assiste ad un incremento nelle transazione su Localbitcoin che è in controtendenza rispetto all’Europa. In questo caso possono pesare timori di carattere politico derivanti dalle ultime evoluzioni del governo Orban.

Fabio Lugano
Fabio Lugano

Laureato con lode all'Università Commerciale Bocconi, Fabio è consulente aziendale e degli azionisti danneggiati delle Banche Venete. E' anche autore di Scenari Economici, e conferenziere ed analista di criptovalute dal 2016.

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