Blockstream, Proof of Reserves Tool. Come dimostrare il possesso di crypto
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Blockstream, Proof of Reserves Tool. Come dimostrare il possesso di crypto

By Marco Cavicchioli - 5 Feb 2019

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Blockstream rilascia una nuova soluzione: un tool per la cosiddetta Proof of Reserves. Si tratta di uno standard per fornire la prova concreta del possesso delle riserve dichiarate, con un’ampia compatibilità con la maggior parte degli exchange, che è stato proposto alla community degli sviluppatori su GitHub.

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Da tempo Blockstream stava lavorando ad una soluzione per dimostrare l’esistenza ed il possesso delle riserve in bitcoin, ma gli approcci esistenti avevano ampi margini di miglioramento.

Dopo tutti i casi di perdita di fondi da parte degli exchange, è diventato infatti sempre più importante per chi detiene criptovalute per conto terzi dimostrare di essere effettivamente in possesso dei fondi che dichiara di detenere.

La mancanza di uno standard creava diversi problemi, tra cui la scarsa accessibilità, visto che ogni exchange utilizzava proprie soluzioni che rendevano troppo difficile per gli utenti poter effettivamente verificare l’esistenza dei fondi.

Inoltre, c’erano rischi per la sicurezza, perché la dimostrazione dell’esistenza delle riserve richiedeva che gli exchange dimostrassero il possesso delle chiavi private dei wallet in cui erano conservati i bitcoin inviando tutti i fondi verso nuovi indirizzi.

Il tool di Blockstream, chiamato Proof of Reserves, utilizza metodi già collaudati ed utilizzati nel settore, al posto di creare una soluzione da zero.

Utilizzando Proof of Reserves gli exchange possono quindi dimostrare quanti bitcoin sono in grado di utilizzare (ovvero inviare), ma senza dover generare alcuna transazione: in questo modo ne potrebbero facilmente verificare il possesso.

Tecnicamente si tratta di una vera e propria singola transazione che spende tutti i bitcoin in possesso, ma con un input aggiuntivo non valido che impedisce che la transazione vada a buon fine.

La transazione tuttavia è realizzata in modo tale da poter essere utilizzata come prova reale, concreta ed esplicita del possesso dei bitcoin: questi non verranno trasferiti, ma in questo modo ne verrà dimostrato il possesso (ovvero l’effettiva spendibilità).

Ovviamente i dati della transazione sono pubblici, e possono essere condivisi con chiunque voglia verificare l’esistenza ed il possesso dei fondi.

Secondo Blockstream la soluzione sarebbe facile da usare e accessibile a chiunque sappia come eseguire un’applicazione CLI.

Proof of Reserves è scritto in Rust, e attualmente è supportato dal wallet Bitcoin Core e da Trezor, anche se altre integrazioni sono in arrivo (ad esempio per i wallet Ledger).

Questa soluzione non è disponibile solo per gli exchange, e potrebbe costituire un passaggio importante anche e soprattutto per rendere maggiormente accettabili queste tecnologie alle autorità di regolamentazione.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

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