Come è stato creato Bitcoin Cash?
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Come è stato creato Bitcoin Cash?

By Marco Cavicchioli - 21 Apr 2019

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Bitcoin Cash è stato creato il primo agosto 2017 con un hard fork di Bitcoin. Di fork di Bitcoin in realtà nel corso degli anni ce ne sono stati a decine, il primo dei quali avvenne addirittura ad aprile 2011, poco più di due anni dopo la nascita di Bitcoin.

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La stragrande maggioranza di questi fork si è rivelata essere un progetto fallimentare, ma Bitcoin Cash invece da allora è sopravvissuto.

BCH però ha una caratteristica peculiare: condivide la prima parte della blockchain con quella di Bitcoin. Cioè, la blockchain di BTC e quella di BCH sono la stessa cosa fino al 31 luglio 2017, dopodichè si biforcano in due blockchain distinte, separate ed indipendenti.

In altre parole, quando la blockchain fu sdoppiata venne creata una nuova criptovaluta, BCH, con duplicazione dei token: per ogni BTC presente al momento del fork sulla blockchain di Bitcoin è stato di fatto creato un BCH sulla nuova blockchain.

Inoltre, parte della community degli sviluppatori e degli attivisti di Bitcoin è migrata su Bitcoin Cash, come il celebre Roger Ver, ora CEO di Bitcoin.com.

Perché è stato creato Bitcoin Cash

L’hard fork con cui è nato BCH si è reso necessario a causa di una disputa insanabile, avviata proprio nel 2017, sulla dimensione del blocco di Bitcoin.

Infatti, il protocollo Bitcoin prevede, ancora oggi, che la dimensione massima dei blocchi sia di 1 MB. I promotori di BCH, invece, volevano che questo limite fosse esteso e, visto che le due proposte erano incompatibili tra di loro, si è reso necessario un hard fork che ha prodotto due protocolli differenti: quello classico di Bitcoin, detto anche legacy, con il limite del blocco fissato a 1 MB, e quello nuovo di Bitcoin Cash che differisce dal primo solamente per il limite alla dimensione del blocco, portato a 32 MB.

La decisione di estendere il limite dei blocchi era dovuta al fatto che in un blocco da 1 MB entrano solamente poche migliaia di transazioni, e visto che viene minato un blocco solamente ogni 10 minuti circa, questo mantiene molto limitato il numero di transazioni in Bitcoin registrabili su blockchain.

I contrari, invece, rispondevano che aumentare troppo il blocco avrebbe sfavorito la decentralizzazione di Bitcoin in tanti piccoli nodi e favorito la centralizzazione di Bitcoin in pochi grossi nodi.

Fu così che il primo agosto 2017 alcuni miner ed alcuni nodi migrarono al nuovo protocollo di Bitcoin Cash, facendo in questo modo nascere la nuova criptovaluta BCH, mentre il protocollo originale di Bitcoin rimaneva comunque in uso nei nodi di chi non volle migrare.

Ad oggi i nodi che utilizzano il protocollo legacy di Bitcoin sono ancora molti, più di 9.000, contro gli 800 di BCH, e non accennano a diminuire.

Anche l’hash rate impegnato dai miner su BTC rimane nettamente superiore a quello impegnato su BCH, pertanto ad oggi è possibile affermare che Bitcoin Cash non è stato in grado di affermarsi come reale alternativa a Bitcoin.

La differenza di fondo però permane: i sostenitori di Bitcoin Cash preferiscono che tutte le transazioni siano registrate su blockchain e per ottenere ciò preferiscono blocchi più capienti. Per i sostenitori di Bitcoin, invece, non è necessario registrare tutte le transazioni sulla blockchain pubblica, ma molte di esse possono essere eseguite off-chain tramite Lightning Network (LN).

A ciò va aggiunto che le transazioni su LN sono immediate, ed hanno costi di commissione irrisori, mentre le transazioni on-chain di BCH hanno tempi di attesa più lunghi, e costi di commissione superiori. In pratica, una transazione on-chain in BCH costa meno di una transazione on-chain in BTC, ma costa di più ed è più lenta di una transazione off-chain in BTC via Lighting Network.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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