Un semplice timestamp di un’email potrebbe dimostrare che Craig Wright non è Satoshi Nakamoto. Infatti, secondo Matthew Edman, esperto di sicurezza informatica che aveva già inchiodato Ross Ulbricht, ha scoperto che l’email che Craig Wright fornisce come prova per dimostrare di essere Satoshi Nakamoto è stata falsificata.

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Tutto parte dalla causa in atto da tempo tra lo stesso Craig Wright e gli eredi del suo ex socio Dave Kleiman, deceduto nel 2013 e da alcuni ritenuto il vero Satoshi. Tempo fa Ira, fratello ed erede di Dave, ha denunciato Wright affermando che l’australiano gli deve 1,1 milioni di BTC appartenenti a suo fratello, per un controvalore odierno di circa 6 miliardi di dollari.

In sua difesa Wright ha esibito un’email scritta da Kleiman il 20 dicembre del 2012, ma Edman afferma che il timestamp di quella email rivela che sarebbe invece del 2014, ovvero l’anno seguente alla morte di Kleiman.

Modern Consensus ha scovato una dichiarazione giurata firmata da Edman in cui l’esperto accusa Wright di aver falsificato quella e-mail.

Inoltre, lo screenshot dell’email rivela anche un errore nella scrittura del cognome di Dave, che risulta essere scritto “Klieman” al posto di Kleiman, anche se questo potrebbe essere dovuto alla malattia che lo ha afflitto fino a portarlo alla morte.

Come rivelato su reddit, il timestamp della firma dell’email è 1394600848, che corrisponde al 12 marzo 2014, ovvero quasi un anno dopo la morte di Dave.

Inoltre, gli avvocati di Wright hanno inviato questo documento come PDF, e anche i metadati del PDF, rivelano che è stato inviato il 17 aprile del 2014 alle ore 8:23:41, con il fuso orario locale “UTC + 10”, ovvero la parte dell’Australia occidentale dove Wright viveva in quel momento.

Tutto ciò, secondo Edman, dimostra che Craig Wright ha inviato il PDF a se stesso il 17 aprile 2014, alle 8:22 circa e che l’email originaria sarebbe stata creata il 12 marzo 2014.

La presentazione di prove false è un reato in Florida, quindi Wright a questo punto potrebbe anche essere incriminato, sebbene da tempo eviti di recarsi negli USA.

I fondi, ovvero 1,1 milioni di BTC, sono ora nel cosiddetto “Tulip Trust“, che in teoria dovrebbe tornare nelle mani di Craig Wright il 1° gennaio 2020, ma a questo punto, qualora la causa dovesse esser vinta da Ira Kleiman, andrebbero a quest’ultimo. Inoltre, qualora venissero messi sul mercato in modo massiccio potrebbero causare forti cali del prezzo di bitcoin, ma non è ancora detto che ciò accada.