SIX: la borsa valori svizzera pensa ad una stablecoin ancorata al franco
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SIX: la borsa valori svizzera pensa ad una stablecoin ancorata al franco

By Stefano Cavalli - 23 Mag 2019

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SIX, lo Stock Exchange Group svizzero, sta lavorando allo sviluppo di una propria stablecoin. Si tratta di una criptovaluta ancorata al franco svizzero per facilitare le transazioni sul SIX Digital Exchange (SDX).

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Un portavoce di SIX ha confermato tutto attraverso una mail inviata a CoinDesk:

“Sì, attualmente stiamo lavorando ad una stablecoin basata sul franco svizzero (CHF).”

La piattaforma non ha voluto rilasciare ulteriori dettagli sul fatto che questa stablecoin possa essere utilizzata sia dai clienti per gli acquisti e le vendite all’interno dell’exchange SDX (come JPM Coin, la criptovaluta di JPMorgan), sia da altre persone per poter scambiare criptovalute.

SIX fa da apripista

Dal punto di vista delle infrastrutture del mercato finanziario, SIX sta chiaramente facendo da apripista. La Svizzera conta diverse aziende che operano nel settore delle criptovalute, oltre ad essere definita come la Crypto Valley.

Nel luglio del 2018, SIX aveva fatto sapere che l’exchange SDX sarebbe divenuto operativo nella seconda metà del 2019, iniziando dapprima con azioni e obbligazioni, per poi passare a risorse digitali ed altro.

Il Presidente ha detto che SDX potrebbe perfino raccogliere fondi attraverso le STO. In particolare, la capogruppo della Borsa di Francoforte, Deutsche Börse, sta collaborando con Swisscom, il governo svizzero, per testare la tokenizzazione in Svizzera.

Più recentemente, l’NSD della Russia ha annunciato che lancerà la sua blockchain D3 direttamente in Svizzera.

Perché le stablecoin?

Durante un’intervista, Artem Duvanov, responsabile dell’innovazione e direttore presso l’NSD, ha dichiarato che D3 avrà diversi use case:

“Le stablecoin supportate dalla banca centrale o dalle valute FIAT promuoveranno l’adozione di D3Ledger
e di altre piattaforme DLT legate alle finanza”.

“La ragione è molto semplice: quando si utilizza un token stabile, all’interno di un sistema, si è in grado di automatizzare più processi e fornire più valore attraverso gli smart contract. Anche la distribuzione dei dividendi aziendali potrebbe avvenire grazie ad una stablecoin.”

Stefano Cavalli
Stefano Cavalli

Nato a Parma, classe '92. Laureato in Ingegneria Informatica Elettronica e delle Telecomunicazioni all'Università degli Studi di Parma. Appassionato da anni in tecnologia Blockchain, economia decentralizzata e criptovalute. Esperto in Web-Development & Software-Development.

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