Le nuove raccomandazioni dalla FATF rendono la vita più dura agli exchange crypto centralizzati e questo potrebbe spianare la strada a quelli decentralizzati (DEX).  

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Infatti, queste nuove raccomandazioni, derivanti dalla lotta contro i finanziamenti illeciti di criminali, terroristi e nazioni canaglia, contengono anche una nuova regolamentazione di tutte le risorse virtuali, con particolare riferimento alle criptovalute. Si tratta di nuovi standard vincolanti per tutti i paesi da applicare alle risorse virtuali.

Questi standard sono rivolti specificatamente ai fornitori di servizi di asset virtuali, compresi i provider di criptovaluta (come gli exchange) e le istituzioni finanziarie tradizionali.

In base a queste nuove misure, ai fornitori di servizi di asset virtuali sarà richiesto di implementare gli stessi requisiti AML / CFT delle istituzioni finanziarie tradizionali, e dovranno:

  • Identificare chi sta inviando fondi e chi è il destinatario di tali fondi;
  • Sviluppare processi per condividere tali informazioni con altri fornitori di beni virtuali e forze dell’ordine;
  • Conoscere i propri clienti e condurre una due diligence per garantire che non si impegnino in attività illecite;
  • Sviluppare programmi basati sul rischio che tengano conto dei rischi nel loro particolare tipo di attività.

La reazione della comunità crypto a questa decisione non è stata particolarmente positiva, tanto che il CEO di Binance CZ ha dichiarato su Twitter:

“Vedo molte regole che a prima vista sembrano essere contro il settore crypto, chiaramente provenienti da persone che non capiscono le criptovalute, e quindi non considerano gli effetti secondari che in realtà accelereranno l’adozione delle criptovalute”.

Quello a cui fa velatamente riferimento CZ è il fatto che gli exchange decentralizzati offrono agli investitori ed ai trader crypto una valida alternativa, senza possibilità di applicare o imporre KYC/AML.

Infatti, in un vero e proprio DEX non ci sono intermediari a cui sia possibile imporre tali standard, perché gli scambi avvengono direttamente tra gli utenti, in modalità P2P. A questo tipo di scambi non è tecnicamente possibile imporre procedure KYC o AML.

Inoltre, i DEX consentono agli utenti di mantenere il pieno ed esclusivo possesso delle proprie chiavi private, in modo da limitare ogni possibile interferenza governativa: le recenti raccomandazioni della FATF contraddicono questa stessa idea che sta alla base delle criptovalute decentralizzate stesse, rendendo chiaro il fatto che questi regolamentatori non ne hanno compreso a fondo il reale funzionamento.

Anche la Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS) ha pubblicato il suo rapporto annuale per il 2019, intitolato “Big tech in finanza: opportunità e rischi“, in cui esprime preoccupazione per l’ingresso nel settore finanziario di grandi aziende tecnologiche come Facebook.

La BIS afferma che queste aziende hanno sviluppato enormi basi di clienti, e che hanno il potenziale per diventare dominanti grazie anche alla notevole mole di dati che riescono ad acquisire.

Pertanto afferma che saranno necessarie politiche specifiche per un approccio globale in materia di regolamentazione finanziaria, e protezione della riservatezza dei dati.

Se anche i grandi conglomerati mondiali che operano nella finanza vengono presi di mira dalle istituzioni, allora gli utenti potrebbero essere sempre più spinti verso soluzioni decentralizzate, non controllate da nessuno, e non arrestabili o limitabili.