Edward Snowden: “La più grossa mancanza di Bitcoin è la privacy”
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Edward Snowden: “La più grossa mancanza di Bitcoin è la privacy”

By Matteo Gatti - 27 Giu 2019

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Edward Snowden ha parlato in questi giorni alla Bitcoin 2019 conference, una tra le più importanti conferenze per la community bitcoin che si sta svolgendo in questi giorni a San Francisco. Così, ha dato la sua opinione su bitcoin, che, a suo parere, manca dal punto di vista della privacy.

Snowden è il noto informatico che ha lavorato per la CIA e che con le sue rivelazioni ha dato il via al Datagate, lo scandalo sulla sorveglianza di massa messa in atto da alcuni governi all’insaputa dei cittadini. Dopo le sue rivelazioni, il whistleblower si è visto costretto ad abbandonare gli Stati Uniti.

Snowden ha dichiarato di essere un sostenitore di Bitcoin e che ha già usato BTC in diverse situazioni. Ad esempio, ha ammesso di aver pagato un servizio crittografato in BTC per comunicare con i giornalisti nel 2013 in seguito allo scandalo Datagate.

L’esperto di cybersecurity ritiene però che la mancanza di privacy sia ad oggi la principale tematica da affrontare.

“La mancanza di privacy è una minaccia esistenziale per Bitcoin. È l’unica protezione che gli utenti hanno contro le azioni dei governi”.

Bitcoin e la privacy per evitare il controllo di massa

Snowden ritiene che i regolatori, se il mercato continuerà a crescere, vorranno avere il totale controllo sulle criptovalute.

Oltre alla sicurezza, dal punto di vista del protocollo un altro fattore chiave riguarda gli exchange di criptovalute che devono impegnarsi per difendere la privacy dei loro utenti. Snowden ritiene che i governi potrebbero fare pressioni e ottenere facilmente una miriade di informazioni dagli exchange.

“I grossi exchange come Coinbase, per proteggersi, potrebbero facilmente fornire tutti i dati degli utenti e, qualora fosse necessario, chiuderne l’account tenendosi i fondi delle persone.”

Snowden ritiene che sia necessario far distinzione tra le criptovalute e alcuni servizi che usano valute digitali ma che assomigliano un po’ troppo alle banche o sono addirittura gestiti da banche.

Pare evidente il riferimento a JPM Coin, la valuta lanciata dalla banca JP Morgan. Recentemente si è parlato molto della differenza tra una vera criptovaluta (come bitcoin), che si appoggia su concetti di fondo molto solidi, su tutti la decentralizzazione, e una valuta digitale come Libra.

Secondo Snowden è importante che tutte le transazioni bitcoin proteggano la privacy degli utenti in modo automatico. Ad oggi solo chi conosce a fondo il network è in grado di proteggersi. Snowden ha portato come esempio quello degli Shadow Brokers, un gruppo di hacker che ha venduto il cyber-arsenale dell’NSA nell’aprile del 2018 in cambio di bitcoin.

“Se fosse stato possibile rintracciare i pagamenti bitcoin a favore degli Shadow Brokers l’NSA l’avrebbe fatto. E’ possibile usare il network Bitcoin senza lasciare tracce ma solo se si conosce bene come funziona il sistema.”

Matteo Gatti
Matteo Gatti

Ingegnere informatico appassionato di tecnologia e di tutto ciò che vi ruota attorno. Segue con interesse il mondo delle criptovalute e lo sviluppo della tecnologia Blockchain. Scrive anche di Linux su LFFL.

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