Bitcoin: un potente alleato nella Banca Centrale Europea?
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Bitcoin: un potente alleato nella Banca Centrale Europea?

By Darryn Pollock - 10 Lug 2019

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Ieri la Banca Centrale Europea (BCE) ha twittato che bitcoin non è una valuta.

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Recentemente, c’è stato un notevole cambiamento nell’atteggiamento nei confronti delle criptovalute da parte di aziende, autorità di regolamentazione, governi e banche. Negli ultimi tre anni circa, queste istituzioni consolidate sono passate da sospettose, a curiose e, in alcuni casi, utilizzano apertamente la tecnologia blockchain e le criptovalute. 

Tuttavia, anche con questa rapida inversione di tendenza verso le criptovalute, le banche centrali rimangono le più scettiche. Con un quasi totale monopolio sul sistema finanziario globale, è comprensibile che qualcosa come il bitcoin possa suscitare l’ira di tali istituzioni. 

Tuttavia, una possibile rottura del ghiaccio è in arrivo, dato che la Banca Centrale Europea (BCE) si prepara ad accogliere qualcuno che è cautamente ottimista circa il futuro del denaro e il potere e il potenziale delle criptovalute. 

Christine Lagarde, che è stata appena nominata in sostituzione di Mario Draghi come Presidente della BCE, entra nel ruolo dopo aver fatto diversi commenti positivi sulle criptovalute durante il suo incarico alla guida del Fondo Monetario Internazionale (FMI).

Vedere il futuro

I commenti di Lagarde sul potenziale di bitcoin e delle criptovalute risalgono al 2016 quando, in qualità di Direttore Generale del FMI, ha avanzato una dichiarazione ardita

Lagarde ha detto:

“Sarei molto sorpresa se, tra cinque anni, molte delle istituzioni finanziarie esistenti non avessero adottato questi strumenti”.

Si tratta di una previsione importante a livello generale, ma è resa ancora più intrigante in quanto proveniente da un responsabile finanziario istituzionale, tre anni fa. Abbiamo ancora due anni per vedere se la previsione di Lagarde si realizzerà pienamente, ma alcuni potrebbero sostenere che la sua profezia si sta già realizzando. 

Molte banche e istituzioni finanziarie hanno già iniziato a sperimentare ed esplorare sia la blockchain che le criptovalute. Si prevede che i prossimi due anni rappresenteranno il momento in cui questi esperimenti cominceranno ad essere introdotti come prodotti veri e propri. 

Nel 2017 Lagarde è stata anche in prima linea nell’avvertire i governi di non disinteressarsi della blockchain e delle criptovalute.

“Invece di adottare la valuta di un altro paese – come il dollaro USA – alcune di queste economie potrebbero vedere un crescente uso di valute virtuali. Chiamiamola dollarizzazione 2.0. Quindi, per molti versi, le valute virtuali potrebbero mettere a rischio le valute esistenti e la politica monetaria”.

Cautamente ottimista

Mentre questi commenti di Lagarde la fanno sembrare una vera Bitcoin maximalist, è comunque molto cauta riguardo alle criptovalute. Queste valute hanno i loro problemi e le loro preoccupazioni, soprattutto quando si addentrano nello spazio finanziario e nelle relative normative. 

Pur comprendendo il potenziale delle criptovalute sul mercato finanziario, Lagarde ha anche individuato la loro natura dirompente. Il sistema finanziario è probabilmente pronto per essere rivoluzionato, e sarebbe un po’ cocciuto negarlo, ma il livello di rivoluzione deve essere controllato. 

Ha detto Lagarde alla CNBC ad aprile:

“Penso che il ruolo di questi strumenti e tutto ciò che utilizza la tecnologia del registro distribuito, sia che lo si chiami crypto, asset, valute, o qualsiasi altra cosa …. sta scuotendo chiaramente il sistema”, 

“Non vogliamo rivoluzionare il sistema a tal punto da perdere la stabilità necessaria”,

ha aggiunto.

Un nuovo alleato

Con Lagarde in testa alla BCE, ecco che improvvisamente, in un’arena di incredibile controllo finanziario, c’è qualcuno in carica che ha una buona comprensione di ciò che le criptovalute possono fare, e di ciò che non possono fare. 

Le banche centrali hanno parlato in passato dell’emissione della loro Central Bank Digital Currency (CBDC), ma non sono stati abbastanza attenti riguardo il vero potenziale delle valute a basate sulla tecnologia blockchain. 

L’idea di un CBDC è molto lontana da una valuta digitale reale sulla blockchain e, come tale, perde un sacco di potenziale. Avere Lagarde a capo della BCE potrebbe portare a una spinta più significativa per esplorare una valuta digitale basata su blockchain che può essere utilizzata in Europa, tanto per cominciare.

Adozione istituzionalizzata

Nel corso degli anni ci sono stati diversi alleati nello spazio crypto, e Lagarde è probabilmente una di questi. La sua presenza ai vertici della BCE potrebbe portare a un’adozione istituzionalizzata molto più ampia. 

A causa del suo approccio alle criptovalute, che è cautamente ottimista, qualsiasi adozione o integrazione della blockchain sarà probabilmente ben ponderata e priva di clamore o sovraeccitazione. 

Tuttavia, il fatto che Lagarde sia ora in una posizione di potere presso la BCE non significa necessariamente che le banche centrali si rivolgeranno immediatamente alle criptovalute. Restano una nicchia e una modesta considerazione, principalmente per il futuro – ma almeno sono in considerazione. 

Darryn Pollock
Darryn Pollock

Darryn è un giornalista pluripremiato che ha coperto una serie di argomenti, dalla finanza all'economia, alla tecnologia e persino allo sport. Con l'emergere della tecnologia Blockchain e l'aumento della popolarità delle criptovalute, ha concentrato i suoi sforzi verso questo affascinante ed importante ecosistema.

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