Facebook vs US: tutti contro Libra
Criptovalute

Facebook vs US: tutti contro Libra

By Marco Cavicchioli - 18 Lug 2019

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Libra ha scatenato l’inferno. Il progetto della stablecoin proposto da Facebook ha raccolto numerose critiche e perplessità. 

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Ad oggi infatti è difficile trovare qualche istituzione o qualche big al di fuori del mondo crypto che si sia detto davvero favorevole al progetto. 

Sono invece piovute critiche di ogni tipo, forse anche proprio perché il promotore del progetto è Facebook, ovvero un’azienda che ha recentemente avuto parecchi problemi con la privacy degli utenti e che sembra ispirare sempre meno fiducia. 

Le critiche principali sono arrivate però dalla politica statunitense, come ben testimoniato dall’accoglienza tutt’altro che amichevole riservata al direttore del progetto David Marcus dalla Commissione sulle Banche del Senato USA durante l’udienza del 16 luglio. 

Durante l’audizione del giorno dopo alla Commissione sui Servizi Finanziari della Camera è stato nuovamente chiesto di sospendere il progetto fino a quando il Congresso non abbia creato un nuovo quadro legale definito “appropriato” che garantisca che Libra e Calibra facciano ciò che stanno promettendo. 

Lo stesso Marcus ha risposto ribadendo che non intendono lanciare il progetto fino a che questo non sia stato analizzato e compreso anche dalle istituzioni. 

Addirittura c’è chi ha velatamente suggerito che il progetto andrebbe nazionalizzato, visto che attualmente invece sarebbe “una valuta controllata da una coalizione non eletta democraticamente di grandi aziende”. 

Ad un’altra domanda riguardo la possibilità di verificare che, come promesso, tutti i token emessi sarebbero coperti interamente da un sottostante paniere di valute fiat, Marcus ha risposto che l’associazione Libra Marcus potrebbe essere regolamentata e controllata da un gruppo di supervisione delle nazioni del G7. 

Un altro deputato, Warren Davidson, ha addirittura insinuato che monete come Libra siano in realtà delle “shitcoin”, a differenza di Bitcoin: “c’è Bitcoin, e ci sono le shitcoin”. 

In risposta, Meltem Demirors ha affermato che, mentre Bitcoin è decentralizzato, Libra invece è altamente centralizzata, tanto da non poter essere definita come una criptovaluta. 

Al di fuori del mondo strettamente politico invece l’ex presidente della CFTC Gary Gensler ha dichiarato che Libra sembrerebbe un veicolo di investimento, simile ad alcune strutture bancarie, pertanto andrebbe trattato come un security token. 

In altre parole, non solo gli scettici sono molti, ma sono anche molte le questioni sollevate per le quali si chiede a Facebook una risposta chiara. Il problema è che queste tecnologie sono così nuove, e senza precedenti, che è davvero molto difficile trovare risposte chiare, anche volendole cercare. 

Una voce fuori dal coro è stata invece quella del commissario della SEC Hester Pierce, meglio conosciuta come “crypto mom”. 

“Una delle cose che mi entusiasma di Libra è che è davvero un modo per riunire il globo in modo che le persone possano collaborare in tutto il mondo ed essere pagate per i loro contributi con modi che non implicano transazioni valutarie complesse. Tutti possono essere pagati con la stessa valuta, quindi è una moneta che va d’accordo con Internet e penso che questo sia il vero valore delle criptovalute”.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

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