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Ricerca Bitpanda: crypto holders pari a chi investe in arte
Ricerca Bitpanda: crypto holders pari a chi investe in arte
Criptovalute

Ricerca Bitpanda: crypto holders pari a chi investe in arte

By Marco Cavicchioli - 1 Ago 2019

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Secondo una recente ricerca, in Europa la percentuale di crypto holders, investitori che hanno acquistato criptovalute, è molto simile a quella di chi ha investito in arte o antiquariato. 

Read this article in the English version here.

La ricerca si intitola “Understanding Cryptocurrency Holders in Europe“, ed è stata realizzata da GlobalWebIndex per l’exchange austriaco Bitpanda

Sono state intervistate 119.107 persone in 17 Stati europei, tra cui UK, Russia, Germania, Svizzera, Spagna, Francia ed Italia. Tra costoro poco più del 4% ha dichiarato di essere un crypto holder, ma questa percentuale non è così bassa come si potrebbe credere ad un’analisi superficiale. 

Infatti il sondaggio non chiedeva solamente agli intervistati se possedessero criptovalute, ma cercava di analizzare anche la diversificazione del loro portafoglio di investimenti. 

I risultati sono stati pubblicati in un apposito grafico, che dimostra ad esempio come la percentuale di persone che hanno dichiarato di aver investito in criptovalute è molto simile rispetto a quella che ha dichiarato di aver investito in oggetti d’arte o di antiquariato. 

In particolare il grafico mostra le percentuali di europei che utilizzano Internet, e che dichiarano di aver investito in oro, immobili, azioni, fondi di investimento, rendite annuali, criptovalute, arte, antiquariato, ed obbligazioni, oltre a coloro che hanno risparmi o fondi pensione. 

Questi ultimi sono i più numerosi, con una percentuale che va dal 50% degli intervistati che dichiarano redditi inferiori, al 69% di coloro che dichiarano redditi superiori. 

Ma ad esempio coloro che hanno dichiarato di aver investito in oro risultano essere una percentuale decisamente più bassa, che va solamente dall’8% al 20%. 

Le criptovalute sono state scelte dal 3% di chi dichiara redditi più bassi, fino all’8% di chi dichiara i redditi maggiori, percentuali estremamente simili a coloro che invece hanno dichiarato di aver investito in beni artistici o di antiquariato. 

Anzi, nella fascia di persone a reddito più basso, la percentuale del 3% è condivisa anche da obbligazioni e rendite annuali, mentre si discosta solo nelle fasce di reddito più alte, arrivando ad esempio al 13% per le obbligazioni. 

Pertanto quel 4% complessivo di intervistati nella ricerca, che ha dichiarato di essere un crypto holder non risulta essere una percentuale particolarmente bassa, perchè è solo poco meno della metà di chi ha dichiarato di aver investito in oro, l’investimento più gettonato dopo il cash ed i fondi pensione, ed è perfettamente in linea con altre forme di investimento come arte o obbligazioni. Fanno eccezione solo gli immobili e le azioni, che nelle fasce di reddito più alte superano il 30%. 

Inoltre queste differenze si ampliano proprio nelle fasce di reddito più alte, perché in quelle più basse sono molto più contenute, ed il numero di persone che ha investito in criptovalute equivale a quello di chi ha investito in arte o in obbligazioni.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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