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4 agenzie investigano sull’exchange QuadrigaCX
4 agenzie investigano sull’exchange QuadrigaCX
Sicurezza

4 agenzie investigano sull’exchange QuadrigaCX

By Emanuele Pagliari - 28 Ago 2019

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Stando alle dichiarazioni rilasciate nel nuovo rapporto del curatore fallimentare Ernst & Young (EY), attualmente vi sono almeno quattro diverse agenzie di regolamentazione e enti di forze dell’ordine che stanno investigando sul caso dell’exchange QuadrigaCX.

George Kinsman, il curatore fallimentare nominato dal tribunale di EY che supervisiona il caso e la restituzione dei fondi ai suoi utenti, ha rilasciato un nuovo rapporto lunedì scorso, condividendo alcune informazioni sui continui tentativi di EY di recuperare le criptovalute e monete fiat per i suoi creditori.

Il documento delinea le diverse indagini che coinvolgono l’exchange, così come le procedure fallimentari in corso. Attualmente, pare che la Royal Canadian Mounted Police (RCMP), l’FBI ed un’agenzia investigativa australiana stiano esaminando il caso in questione.

Nel report viene comunicato che vi sono almeno quattro enti coinvolti nelle indagini, i quali più volte hanno effettuato richieste formali per documenti e dati particolari, così da poter proseguire con le indagini.

Lo scandalo dell’exchange QuadrigaCX è divampato ad inizio del 2019, quando il proprietario Gerald Cotten, nonché fondatore ed unico impiegato alla piattaforma di trading, è deceduto.

Essendo CEO e gestore unico dell’exchange, con la sua morte sono state perse le password e chiavi private dei wallet, il cui patrimonio stimato si aggirava inizialmente a quasi 30mila bitcoin, suddivisi in almeno dieci differenti criptovalute.

Da allora sono iniziate una serie di indagini, volte a portare a galla la verità ed a cercare di recuperare almeno una parte dei fondi da restituire ai clienti.

Proseguono le indagini su QuadrigaCX: dalla Nuova Scozia a Toronto

Da ormai 8 mesi diversi enti stanno indagando sulla faccenda e il recente report rilasciato da Ernst & Young (EY) lascia intuire che le indagini siano ancora assai lunghe.

Recentemente, infatti, Kinsman ha riferito che EY sta depositando la domanda di trasferimento del processo di fallimento dall’attuale giurisdizione avente sede Nuova Scozia all’Ontario.

Egli ritiene che in questo modo sarà possibile ridurre sensibilmente i costi del processo fallimentare, oltre a velocizzarne lo svolgimento.

“Alla luce di quanto riportato e del fatto che la maggior parte dei professionisti coinvolti con le presenze in tribunale hanno sede a Toronto, il fiduciario ritine più conveniente per le future mozioni essere ascoltato da un tribunale di Toronto, eliminando la necessità per un numero significativo di professionisti di sostenere i costi di viaggio da Toronto a Halifax”.

La maggior parte degli avvocati degli utenti e buona parte dei creditori si trovano nei pressi di Toronto, quindi risulterebbe assai più facile per i singoli individui assistere alle udienze, ha segnalato Kinsman.

EY, inoltre, gestisce anche la parte burocratica con buona parte del proprio team di Toronto.

Indipendentemente dal cambio di giurisdizione, EY dovrà continuare a gestire il processo di reclamo in corso, oltre a raccogliere fondi attraverso la vendita di alcuni beni appartenenti al patrimonio di Cotten.

Emanuele Pagliari
Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La sua avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org e GizBlog.it. Emanuele è nel mondo delle criptovalute come miner dal 2013 ed ad oggi segue gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApp, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things

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