Yves Mersch, BCE: “Libra è un progetto insidioso”
Yves Mersch, BCE: “Libra è un progetto insidioso”
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Yves Mersch, BCE: “Libra è un progetto insidioso”

By Marco Cavicchioli - 2 Set 2019

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Secondo il membro del Comitato esecutivo della Banca Centrale Europea (BCE), Yves Mersch, il progetto Libra sarebbe “accattivante ma insidioso”. 

Mersch ha espresso questo parere durante un discorso tenuto durante la conferenza giuridica del SEBC, a Francoforte, presso la sede della BCE, nel quale ha auspicato che gli europei non si facciano tentare da questa idea, per non rinunciare alla sicurezza ed alla solidità dei tradizionali canali per i pagamenti. 

Nel suo discorso è partito dal concetto di fiducia, dicendo che la fiducia pubblica nel denaro è un parametro per misurare anche la fiducia nelle istituzioni pubbliche. Inoltre, ha detto che il denaro è una “convenzione sociale indispensabile” che può funzionare solo se gli utilizzatori si fidano della sua stabilità e della capacità delle autorità emittenti di mantenerla anche nei momenti difficili. 

A questo punto pone tre domande su Libra: 

  1. In che modo differisce dalle altre valute private e dalle monete pubbliche? 
  2. Quali sfide legali e normative pone? 
  3. Quale posizione dovrebbe assumere una banca centrale come la BCE nei suoi confronti?

Secondo Mersch Libra non è diversa dalle altre valute private. Sarebbe simile alle criptovalute ed alla moneta elettronica ma con alcune differenze ritenute preoccupanti.

L’ecosistema alla base di Libra sarebbe complesso, e simile a un cartello. Infatti, l’Associazione Libra controllerà la blockchain ed il suo Consiglio prenderà le decisioni sulla governance della rete, e sui fondi tenuti come riserva. 

Le monete saranno distribuite esclusivamente attraverso una rete di rivenditori autorizzati, con un sistema di accesso pertanto centralizzato. 

“Con tale impostazione, è difficile discernere le promesse fondamentali di decentralizzazione e disintermediazione normalmente associate alle criptovalute e ad altre valute digitali. Al contrario, analogamente al denaro pubblico, Libra sarà in realtà altamente centralizzata, con Facebook e i suoi partner che agiranno come emittenti quasi sovrani di valuta”. 

Poi aggiunge che le monete pubbliche centralizzate sono invece tradizionalmente un’espressione della sovranità statale. 

“Quando si tratta di denaro, la centralizzazione è solo una virtù nel giusto ambiente istituzionale, che è quello di un’entità sovrana e di un’autorità centrale di emissione. I conglomerati di entità societarie, invece, sono responsabili solo nei confronti dei loro azionisti e membri. Hanno un accesso privilegiato ai dati privati ​​che possono monetizzare in modo abusivo. E hanno il controllo completo sulla rete di distribuzione valutaria”.

Altro problema legato alla fiducia sarebbe la mancanza di un prestatore globale di ultima istanza. Si domanda: “Chi ci starà dietro in una situazione di crisi di liquidità?”.

Le sfide normative poste dal progetto invece sono la natura giuridica fondamentale di questa nuova forma di denaro, la garanzia che le autorità di regolamentazione e di vigilanza competenti della UE e degli Stati membri possano far valere la propria giurisdizione sulla sua rete, e la necessità di cooperazione e coordinamento transfrontalieri. 

Libra infatti non si qualificherebbe nè come moneta elettronica, né come un titolo trasferibile o un diverso tipo di strumento finanziario. Se invece venisse inquadrata come valuta virtuale, i suoi rivenditori autorizzati sarebbero soggetti agli obblighi della direttiva in materia di antiriciclaggio e antiterrorismo e ai suoi requisiti di registrazione. 

Inoltre, visto che circolerà liberamente in tutto il mondo, la sua natura globale richiederebbe anche una risposta normativa e di vigilanza globale. 

Mersch dice anche che la BCE è molto interessata alle innovazioni del mercato che potrebbero influenzare direttamente o indirettamente il controllo dell’Eurosistema e Libra potrebbe ridurre il controllo della BCE sull’euro, compromettere il meccanismo di trasmissione della politica monetaria e minare il ruolo internazionale della moneta unica europea, ad esempio, riducendo la domanda per questo.

“La nozione di denaro apolide è un’aberrazione senza solide basi nell’esperienza umana”. 

A questo punto, secondo Mersch, solo una banca centrale indipendente con un mandato forte può fornire il sostegno istituzionale necessario per emettere forme di denaro affidabili e preservare rigorosamente la fiducia dei consumatori nei loro confronti. 

“Quindi le valute private hanno scarse o nessuna prospettiva di affermarsi come alternative praticabili al denaro emesso centralmente che è accettato come corso legale”. 

Infine, Mersch sostiene che sia improbabile che l’ascesa di criptovalute e altre forme di strumenti emessi privatamente che possano assolvere ad alcune delle funzioni del denaro sconvolga fondamentalmente questo scenario. Anzi, potrebbe servire a rendere ancora più evidente il ruolo chiave delle banche centrali come responsabili della fiducia pubblica nel denaro. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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