Meno contanti e più criptovalute
Criptovalute

Meno contanti e più criptovalute

By Marco Cavicchioli - 14 Set 2019

Chevron down

Da qualche tempo a questa parte pare stia iniziando una vera e propria guerra contro l’uso del contante che potrebbe fare bene alla diffusione delle criptovalute

Si stanno moltiplicando le iniziative volte a ridurre in modo sostanziale l’utilizzo delle banconote, sostituendole con moneta digitale. 

In Cina la Banca Centrale sarebbe addirittura pronta a lanciare una propria valuta digitale, per certi versi simile a Libra, la stablecoin di Facebook, per tentare di convincere i cinesi a smettere di utilizzare le banconote. 

Ma anche in alcuni paesi europei la lotta al contante sembra essere una delle priorità dei governi. Infatti a parte alcuni Stati come ad esempio la Svezia, in cui la popolazione ha nel corso del tempo in gran parte abbandonato volontariamente l’utilizzo delle banconote, in molti altri Stati, come l’Italia, il contante è ancora utilizzato per la maggior parte dei pagamenti. 

Le motivazioni dietro questa scelta sono sempre le stesse: combattere le attività criminali, il riciclaggio di denaro, l’evasione fiscale ed il lavoro in nero. 

Le banconote sono forse in assoluto il metodo meno tracciabile per effettuare pagamenti, soprattutto se consegnate brevi manu, rendendole un mezzo di pagamento perfetto per chi non vuole che lo Stato, le forze dell’ordine, o le agenzie governative vengano a conoscenza delle transazioni. 

Ad esempio in Italia nuove norme stanno entrando in vigore per monitorare le transazioni di chi, nell’arco di un mese, movimenterà sui propri conti più di 10.000 euro. 

Le banche, e gli altri istituti finanziari, forniranno all’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia (UIF) i nominativi di chi supererà quel tetto, e la UIF in questo modo potrà decidere se avviare accertamenti sulla provenienza di quel denaro oppure no. 

Addirittura nel paese è stata anche proposta una “tassa sui contanti”, da applicare ai prelievi di banconote presso gli ATM. 

Tuttavia non sono solamente i criminali, o chi ha qualcosa da nascondere, ad apprezzare il totale anonimato delle transazioni in contanti. Sono invece molte le persone che desiderano mantenere elevati livelli di privacy riguardo le proprie transazioni monetarie, anche qualora queste fossero assolutamente lecite. 

Pertanto la lotta al contante potrebbe favorire la diffusione delle criptovalute, ed in particolare quelle anonime ad alto livello di privacy. 

Anche perché, a differenza di quanto comunemente si crede, secondo alcuni studi bitcoin ad esempio non favorirebbe il riciclaggio. Anzi, aiuterebbe le forze dell’ordine a combatterlo. 

Bitcoin infatti non è una moneta completamente anonima, ma solo “pseudo-anonima”. Inoltre l’utilizzo di intermediari come gli exchange obbliga gli utenti a rivelare la propria identità, rendendo molto più facile in caso di necessità risalire ai nominativi dei proprietari degli indirizzi pubblici utilizzati ad esempio per inviare o ricevere BTC da e verso gli exchange. 

Contanti e criptovalute, perché la lotta al denaro cash è un vantaggio per le crypto? 

Innanzitutto perchè esistono criptovalute con livelli di privacy di gran lunga maggiori di Bitcoin, come ad esempio Monero, Zcash o Grin. 

In queste criptovalute le transazioni sulla blockchain pubblica vengono registrate criptate, in modo che osservandole non sia possibile acquisire informazioni riguardo i loro importi ad esempio. 

Inoltre se non si utilizzano gli exchange, o si utilizzano exchange decentralizzati senza KYC, anche bitcoin può essere usato in modo sufficientemente anonimo da non consentire facilmente di risalire all’identità del proprietario del wallet. 

Pertanto più viene ridotto l’utilizzo del contante, più è possibile che i suoi utilizzatori possano orientarsi verso l’utilizzo di criptovalute ad alto livello di privacy, o di bitcoin solamente con strumenti decentralizzati ed anonimi. 

In altre parole la lotta al contante potrebbe rivelarsi nel tempo una sorta di “favore” fatto dagli stati alle criptovalute anonime, visto che l’anonimato rimarrà comunque una delle esigenze di molti utenti, a prescindere dalle motivazioni che possano spingere a preferire transazioni anonime. 

Il ruolo chiave in tutto ciò sarà quello degli intermediari finanziari, come le banche, riconosciuti ed autorizzati dagli Stati ad operare come tali, e fonti delle informazioni che verranno trasmesse agli uffici di vigilanza pubblici a cui sarà delegato il compito di effettuare le verifiche. 

Le criptovalute decentralizzate consentono, a chi lo vuole, di evitare sia gli intermediari tradizionali sia qualsiasi altro tipo di intermediario, rendendo di fatto impossibile per gli Stati acquisire informazioni sulle transazioni. Questo ormai probabilmente non è così facile come molti potrebbero pensare, ma rimane perlomeno possibile.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.