CC London Forum 2019, Nouriel Roubini: “Con le crypto ritorniamo all’età della pietra”
Criptovalute

CC London Forum 2019, Nouriel Roubini: “Con le crypto ritorniamo all’età della pietra”

By Amelia Tomasicchio - 17 Ott 2019

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In questi giorni si sta tenendo nella Capitale UK il CC London Forum 2019, evento dedicato al fintech e agli investimenti. Ovviamente non poteva mancare anche uno spazio dedicato alle crypto e ieri, infatti, c’è stato un panel che ha visto la partecipazione di Brock Pierce, Bobby Lee, Tone Vays, Craig Wright e l’economista turco Nouriel Roubini che ha espresso il suo dissenso nei confronti di tutte le criptovalute.

Il panel aveva come tema quello di parlare delle cause e delle possibili soluzioni per l’attuale crisi economica, per cui tutti i membri a turno hanno espresso la propria opinione sul tema.

Brock Pierce, per esempio, ha spiegato:

“Sono veramente preoccupato per l’economia globale. Viviamo in un mondo spaventoso in questo momento, specialmente per quanto riguarda i problemi tra US e Cina. Ci sono centinaia di cose ora che potrebbero andare male. Sono un grande sostenitore dell’oro e delle criptovalute, anche se queste ultime non sono pronte per il consumatore medio. Ma ho ancora grande speranza che l’innovazione le renderà più facili per tutti”.

Secondo Bobby Lee, ex CEO dell’exchange cinese BTCC, il vero motivo per cui l’economia sta finendo al collasso è che manca un collaterale per il denaro:

“Per metterla in modo semplice, penso che il problema sia il sistema monetario. Il denaro è usato ovunque e in tutte le parti del mondo, da chiunque. Non solo in forma fisica ma anche in forma digitale. Il sistema monetario non è più asset-backed che può quindi essere inflazionato e stampato e quindi gli Stati e le banche hanno un potere immenso. Quindi ora può essere tolto da un momento all’altro a chiunque perché tutto è centralizzato”.

Di conseguenza, per Bobby Lee, come anche per il trader Tone Vays, la soluzione sta nelle crypto in quanto decentralizzate. Ma Vays, come massimalista, va oltre, suggerendo che bitcoin è l’unica soluzione.

“Solo Bitcoin risolve questi problemi, non altre crypto o le shitcoin. Bitcoin è la soluzione. Puoi provare con altri modi, ma non finirà bene. Dovresti proteggerti usando bitcoin”.

Sempre durante lo stesso panel ha preso poi la parola l’australiano Craig Wright, il cosiddetto faketoshi, che ha iniziato un battibecco con Vays, il quale – tra l’altro – indossava una simpatica maglietta “We are all Satoshi, except for Craig S. Wright”.

Tracciabilità e privacy sono la stessa cosa?

“Bitcoin è stato sviluppato per risolvere i problemi di instabilità e di asimmetria delle informazioni. Bitcoin è un sistema di tracciamento e uno degli aspetti è che il denaro deve essere tracciabile. L’aspetto chiave della crisi economica proviene dalle informazioni. Le banche hanno il monopolio delle informazioni. Loro hanno le nostre informazioni e sanno quello che possiamo fare”,

ha detto Wright, mentre Vays ribatteva che

“la parte tracciabilità è ridicola. Il tuo denaro dovrebbe essere di tua proprietà. Nessuno dovrebbe dirti come spendere il tuo denaro”.

Così Craig ha avuto modo di fare anche una sua previsione sul futuro di bitcoin, arrivando a dire che Bitcoin non è poi così non censurabile.

“Sfortunatamente abbiamo questo preconcetto qui: “tracciare vuol dire che la gente ci può dire cosa fare”, in realtà non è così. Quello che Tone Vays non vuole capire che è c’è un piccolo numero di player che può fermare le transazioni di BTC. Nel 2020 ci saranno bitcoin fermati dal governo e i miner lo aiuteranno. Perché? Perché importa solo dei nodi, e i nodi sono miner, loro validano i blocchi. Il sistema è stato disegnato in questo modo”.

Insomma, delle affermazioni che non ci si aspetterebbe da colui che sostiene di aver scritto il whitepaper di bitcoin: in pratica starebbe ammettendo che la sua invenzione non funziona?

Purtroppo il dibattito tra il massimalista Vays e faketoshi è stato poi interrotto dal moderatore, perché giustamente il panel non aveva quello scopo, ma è continuato con interessanti spunti di Roubini che ha spiegato ancora una volta quanto sia contrario alle criptovalute. 

“Non sono qui per difendere il sistema finanziario tradizionale. La domanda è quali sono le soluzioni? Alcune soluzioni sono date dal Fintech, che non c’entra con le crypto. […] Le crypto non vogliono dire nulla. Non sono un metodo di pagamento e non sono stabili. E se pensi ad un mondo tokenizzato, non saprai mai quali sono i valori delle cose. E’ il caos. Stiamo ritornando all’età della pietra. Addirittura i Flintstones avrebbero un metodo finanziario più avanzato. Se conoscete qualche teoria finanziaria di base, una valuta deve essere una singola valuta, deve essere uno store of value stabile, deve essere un metodo di pagamento scalabile, deve essere sicuro. Il sistema tradizionale attuale è centralizzato ma sicuro e scalabile. Se perdo la mia carta di credito chiamo e ho i miei soldi indietro. Se perdi la tua chiave privata, il tuo denaro è perso. Tra l’altro, tutto è centralizzato nel mondo crypto: il mining è centralizzato, gli exchange sono centralizzati. Parlate di cose che non esistono. Non è una valuta e non è decentralizzata”.

Infine, sempre durante questo fantastico panel organizzato dal CC London Forum 2019, che Brock Pierce stesso ha definito incredibile visto che ha riunito così tante persone così diverse tra loro, Wright ha detto che è stato Satoshi a rubargli l’idea del whitepaper.

Amelia Tomasicchio
Amelia Tomasicchio

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin. Precedentemente è stata un'autrice di Cointelegraph e CMO di Eidoo. Oggi è co-founder e direttrice di Cryptonomist.

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