Perché investire in criptovalute attraverso i CFD
Criptovalute

Perché investire in criptovalute attraverso i CFD

By Amelia Tomasicchio - 24 Ott 2019

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Il trading di criptovalute ha portato una vera rivoluzione nel campo del trading online, aprendo ancora più possibilità a qualsiasi investitore al dettaglio. Questo nuovo mercato virtuale è stato un vero e proprio boom soprattutto nel 2017, quando il valore della sua moneta più illustre, bitcoin, è salito alle stelle ed ha colto i regolatori completamente impreparati.

Precisamente, la differenza principale tra questo mercato e quello tradizionale è che non è controllato da nessuna istituzione ufficiale.

Tuttavia, è ancora molto lontano dall’essere confrontato con i mercati tradizionali, come l’oro, il forex o le azioni. Infatti, il crollo del valore delle criptovalute dello scorso anno e la pronunciata volatilità con cui sono scambiate ha generato un certo clima di sfiducia in questo mercato. 

In alternativa, alcuni broker hanno iniziato ad offrire ai loro clienti la possibilità di negoziare criptovalute attraverso CFD (o contratti per differenza), così che non sia importante se il prezzo sale o scende, perché il trader può prendere qualsiasi posizione di trading rispetto al prodotto, sia nel corto che nel lungo periodo, senza detenere ufficialmente l’attivo finanziario. Inoltre, è un’opzione che riduce i costi rispetto alle piattaforme come gli exchange.

Trading con CFD

Ma in cosa consiste il trading con i CFD? La prima cosa da capire è che quando si investe attraverso i contratti per differenza in qualsiasi attività, che si tratti di azioni, materie prime, valute, non si possiede fisicamente il prodotto finanziario, ma si crea un accordo con il venditore speculando sull’attività sottostante rispetto al suo aumento  piuttosto che sul calo del suo prezzo, in un certo periodo di tempo.

Se la tendenza coincide con quella che il trader ha scelto nel contratto, questo realizzerà un profitto, mentre se il mercato va nella direzione opposta, si registreranno delle perdite.

Nel caso specifico delle criptovalute, i contratti CFD consentono di accoppiarle con altre valute, come succede ad esempio nel mercato dei cambi. I trader possono speculare sull’aumento o sulla caduta di questi beni senza doverli possedere. Dopo tutto, si tratta di un contratto tra due parti, il trader e il broker, che alla data di scadenza si scambiano la differenza tra il prezzo della criptovaluta all’inizio e il prezzo finale.

Il trading di criptovalute attraverso i CFD ha anche il vantaggio di poter usare una leva finanziaria al capitale, che può essere maggiore o minore a seconda che una persona sia un trader professionista o retail. Questo significa che il trader non ha bisogno di un capitale molto elevato per iniziare a fare trading, ma può farlo solo con una percentuale del valore totale della posizione.

In questo senso, la scorsa estate l’ESMA (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati) ha approvato un nuovo regolamento sulla leva finanziaria applicata ai CFD che fissa i livelli massimi per garantire che i clienti al dettaglio non perdano più di quanto investono.

Un altro punto a favore di questo derivato è che si può fare trading 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana. Inoltre, fornisce una maggiore sicurezza rispetto alla negoziazione diretta con criptovalute se utilizziamo un broker regolamentato e professionale.

Ci sono attualmente almeno un centinaio di criptovalute con una capitalizzazione totale superiore a 140 miliardi di dollari, secondo Coinmarketcap.com. Le più preziose sono Bitcoin, che supera i 70 miliardi di dollari, Ethereum e Ripple, entrambe superiori ai 10 miliardi di dollari di valore.

Secondo il Report on Cryptomarkets and Blockchain dell’Observatory of Financial Digitalization (ODF) il numero di criptovalute è aumentato del 55% lo scorso anno, nonostante il valore totale sia diminuito significativamente, dell’80% dopo aver subito un duro crollo.

 

Amelia Tomasicchio
Amelia Tomasicchio

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin. Precedentemente è stata un'autrice di Cointelegraph e CMO di Eidoo. Oggi è co-founder e direttrice di Cryptonomist.

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