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Tutto quello che c’è da sapere su Libra
Tutto quello che c’è da sapere su Libra
Criptovalute

Tutto quello che c’è da sapere su Libra

By Andrea DeVitis - 26 Ott 2019

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La struttura ibrida di Libra, il nuovo progetto digitale di Facebook, ospita alcune caratteristiche proprie delle crypto, infatti sarà presente una blockchain, creata ad hoc, e si tratterà di un public ledger, quindi le transazioni saranno pubbliche. Questi sono solo alcuni dettagli rispetto a tutto quello che c’è da sapere su Libra.

L’algoritmo di consenso è POS (Proof of Stake), largamente conosciuto in ambiente blockchain ed attualmente utilizzato da altcoin come NEO, LSK, NXT e presto anche ETH.

Tuttavia, il diritto di detenere un nodo Libra è riservato ai componenti della Libra Association, associazione fondata in Svizzera senza scopo di lucro, promossa ma non capitanata da Facebook, e che comprende 21 multinazionali (fra cui Iliad, Uber, Spotify ed Ebay) nei settori di servizi digitali, telecomunicazioni, gestione di pagamento, venture capital e no profit: insomma, una lista composta anche da competitor, in alcuni settori, del Gigante blu.

Il gettone d’ingresso per poter ospitare un nodo della rete costa 10 milioni di dollari, una vera barriera all’entrata che taglia fuori dai giochi, almeno per il momento, piccole e medie imprese.

Questa centralizzazione, insieme alla promessa di conservare stabilmente il suo valore, rendono Libra molto più simile ad una stablecoin.

Libra, infatti, sarà garantita da una contropartita, quindi coperta da una riserva, un paniere di asset che le attribuiscono un valore intrinseco, al contrario di BTC, il cui valore è invece decretato dal libero scambio sul mercato.

Libra inoltre si propone per essere speso giornalmente. Comparazione meno forzosa sarebbe paragonarlo a Ripple (XRP), vista l’alto livello di centralizzazione di entrambe.

Alla luce delle differenze con quello che canonicamente definiamo come criptovaluta, Libra potrebbe essere meglio definita come una valuta digitale unica nel suo genere.

Tutte le critiche contro Libra

Ovviamente, in rete le critiche non si sono fatte attendere: essendo fortemente centralizzata, quasi un monopolio, viene meno la filosofia crypto di base per cui la decentralizzazione è una condicio sine qua non.

Il problema più grande per i cultori della blockchain è che chi ha il controllo della rete ha la capacità di agire in modo arbitrario e può di fatto negare una transazione. Con questo viene quindi meno il concetto di decentralizzazione, requisito base per una crypto, perché nata proprio in risposta alla necessità di trasferire denaro, permissionless, ossia senza chiedere l’approvazione di enti esterni.

Altre critiche mosse sono state la mancanza di innovazione: il progetto viene infatti visto come l’ennesima biforcazione di una tecnologia già esistente e funzionante.

Non ci resta che sperare che la governance resti distribuita fra le imprese facenti parte del consorzio e che nessuna singola entità controlli effettivamente il network.

Infatti, ogni azienda detiene un uguale potere decisionale, compreso Facebook, ma sotto le spoglie di Calibra, una succursale creata appositamente.

Nella sfera della privacy le maggiori preoccupazioni sono la gestione dei dati utente, come i dati del KYC  e lo storico delle transazioni. 

Quindi Facebook diventa una banca?

Non ancora, ma andrà sicuramente in concorrenza con alcuni servizi offerti dalle banche.

Non è ancora chiara la posizione del regolatore sulla natura del progetto, se possa essere considerato una security o un derivato.

La naturale domanda successiva è se diventerà mai un apparato finanziario con un valore dipendente dal sottostante e quanto possa rimanere costante quel valore qualora il sottostante diventasse oggetto di speculazione.

Le implicazioni politiche di Libra

Fra le implicazioni politiche spicca il rischio per Libra di raggiungere una massa critica tale da diventare una minaccia alla sovranità degli Stati o alla funzione stessa delle banche centrali.

Il valore dovrebbe ancorarsi a quello delle maggiori monete nazionali quali EUR, USD, GBP e Yen, probabilmente perché la riuscita e l’approvazione del progetto non debba dipendere da un solo regolatore.

Non è noto se il valore sarà più simile al dollaro piuttosto che allo yen o all’euro, o sarà una media come per un indice azionario.

Oltre alle sopracitate valute nazionali, quindi con valore stabile e coperto da banche centrali,  Libra è garantito da un paniere di asset a bassa volatilità come depositi bancari e security governative a breve termine ed è per questo motivo che la coin non sarà minabile: ogni nuova emissione dipende dall’effettivo deposito di nuovi asset.

Strizzando un occhio alla macroeconomia, sarà curioso vedere come Libra reagirà nel tempo a quello strumento di politica monetaria noto come inflazione sulle valute nazionali alle quali il valore di Libra è ancorato.

Tecnicità per gli interessati

La Libra blockchain (basata su Apache 2.0, quindi open source) supporta 1000 transazioni al secondo ed è già disponibile al download su Github.

Sviluppata nel nuovo linguaggio di programmazione Move, (ad hoc anche il nome) ha con una struttura simile al già esistente Rust. La scelta di utilizzare un nuovo linguaggio appositamente creato è in realtà un’abile manovra di marketing: Move infatti sembra incuriosire i programmatori e facilmente si propone per una implementazione della sistema di pagamento nei servizi offerti degli stessi developer. 

Quindi dove possiamo comprare Libra? Attualmente è impossibile, essendo attualmente in fase di testnet, ma in teoria dovrebbe disponibile da inizio 2020, anche se voci di corridoio definiscono la data come non realistica, vista l’enorme mole di lavoro restante. 

Investire in Libra?

Essendo una stablecoin, quindi con un valore stabile, non si presta alla speculazione e non può essere considerato un investimento, visto che non si crea un plusvalore.

Chi lo possiede guadagna dalla rete raccogliendo le fee delle transazioni convalidate nel nodo detenuto.

Le potenzialità del progetto

Numerose sono le potenzialità del progetto,definita la nuova “Internet of Money”.

Il progetto nasce per risolvere un problema ben preciso: non tutti hanno accesso a un sistema di scambio monetario perché lo stesso è legato ad uno schema interbancario. Con Libra, invece, sarà sufficiente avere una connessione Internet (in realtà, quindi, poco cambia dagli obiettivi di bitcoin in questo senso).

La mission dell’associazione è permettere a chiunque di poter scambiare liberamente e quotidianamente quantità di valore, sfruttando le caratteristiche proprie della blockchain quali mobilità, stabilità, velocità, scalabilità e sicurezza.

E’ notizia dell’ultim’ora che 30 membri del Congresso degli Stati Uniti d’America hanno chiesto con una lettera ufficiale la moratoria del progetto Libra, perché questa nuova moneta potrebbe creare un nuovo sistema finanziario con base al di fuori dei confini statunitensi ed in competizione con il sistema monetario americano.

Alla luce del crash di poche ore fa, e volendo fare un pò i complottisti, si potrebbe quasi ipotizzare un attacco volto a minare la fiducia nell’azienda di riferimento, in un momento molto delicato, casualmente lo stesso momento in cui sta per essere rivelata TON, la blockchain di Telegram accompagnata dal token Gram, progetto concorrente e russo, casualmente.

Quel che è certo è che il progetto Libra rappresenta una grande sfida per Facebook.

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