Quanti tipi di wallet crypto esistono?
Quanti tipi di wallet crypto esistono?
Criptovalute

Quanti tipi di wallet crypto esistono?

By Marco Cavicchioli - 3 Dic 2019

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Quando si parla genericamente di wallet per criptovalute in realtà non ci si riferisce ad un unico tipo di strumenti crypto. Infatti, esistono molte tipi differenti di wallet, con diversi scopi e diversi utilizzi. 

Innanzitutto è necessario prendere in considerazione due caratteristiche principali che consentono di classificare i tipi di wallet: le valute supportate e la detenzione delle chiavi private. 

Come si classificano i wallet crypto?

Per quanto riguarda la detenzione delle chiavi private esistono fondamentalmente tre tipologie di wallet crypto:

  • quelli che consentono all’utente la detenzione esclusiva delle chiavi private,
  • quelli in cui invece queste vengono detenute dal produttore o gestore, 
  • quelli ibridi. 

In realtà, i wallet originali sono quelli del primo tipo, ovvero quelli creati appositamente per far sì che l’utente sia l’unico detentore delle chiavi private. Infatti, la chiave privata è quella che consente di movimentare i token conservati in un dato indirizzo pubblico, quindi solo possedendola si può avere il pieno possesso dei fondi. 

Le criptovalute sono state create proprio per consentire all’utente stesso di non dover più aver bisogno di alcun intermediario, o terza parte, per poter utilizzare liberamente i propri fondi, quindi i wallet che consentono all’utente di detenere il possesso esclusivo delle chiavi private sono da considerare i wallet veri e propri, quelli che rappresentano lo spirito originale delle criptovalute. 

Tuttavia, avere il possesso esclusivo delle chiavi private per alcune persone potrebbe risultare troppo impegnativo o rappresentare una responsabilità troppo elevata. Infatti, in caso di smarrimento delle chiavi private di un wallet si perde completamente, e per sempre, l’accesso ai fondi in esso conservati, e questo in passato è già successo diverse volte

Per questo motivo alcune persone preferiscono affidare la conservazione e la protezione delle chiavi private a terzi, ritenuti, non sempre a ragione, custodi migliori. 

Questo ha portato alla creazione della seconda tipologia di wallet, ovvero quelli le cui chiavi private non vengono custoditi dall’utente, ma dal produttore o dal gestore del wallet. In questo caso in teoria i fondi rimangono di proprietà dell’utente, ma a movimentarli è il gestore. 

Crypto exchange e wallet

È ad esempio il caso dell’exchange wallet, ovvero il wallet integrato nelle piattaforme di exchange. In questo caso però se da un lato l’utente non si deve più preoccupare di conservare in sicurezza le chiavi private, o il seed, d’altro canto tuttavia rischia di perdere tutti i fondi qualora il gestore sparisca, o venga hackerato, come già successo anche di recente

In altre parole, i wallet di proprietà e quelli custoditi da terzi, hanno ognuno i propri vantaggi ed i propri svantaggi. Per questo sono anche nati dei wallet ibridi, in cui le chiavi private sono custodite in parte dall’utente ed in parte dal gestore, in modo da consentire all’utente di recuperarle in caso di smarrimento riducendo tuttavia il rischio di perdita dei fondi. 

I tipi di wallet crypto

Per quanto riguarda la seconda caratteristica, in genere ogni criptovaluta ha un suo wallet specifico, ma ne esistono anche alcuni che supportano più criptovalute, quindi esistono sia wallet che supportano un’unica criptovaluta, sia wallet che supportano un’unica blockchain, sia quelli che supportano più criptovalute e più blockchain. 

Ad esempio, i wallet degli exchange quasi sempre supportano più criptovalute e più blockchain, tranne rare eccezioni. 

Infatti, quando viene creata una nuova criptovaluta, con una nuova blockchain, in genere viene creato anche un suo wallet specifico. Questo quasi sempre è un wallet di proprietà che supporta solo quella blockchain. 

Tutte le blockchain hanno un loro wallet specifico e molte ne hanno anche più di uno. Ad esempio, per quanto riguarda Bitcoin ci sono diversi wallet che lo supportano in via esclusiva – ovvero che non supportano alcuna altra criptovaluta. 

Inoltre, visto che di fatto non esistono ancora altri token che vengono scambiati sulla blockchain di bitcoin, i wallet specifici per bitcoin supportano solo BTC, e per quanto riguarda bitcoin cash ve ne sono degli altri. 

Nel caso di Ethereum invece, visto che ci sono moltissimi token ERC20 che si scambiano su questa blockchain, ci sono diversi wallet che supportano sia ETH che i token ERC20.  In tal caso anche supportando solo la blockchain di Ethereum il wallet può risultare multivaluta, perchè supporterebbe anche gli altri token che si cambiano su questa blockchain. 

Esistono poi anche wallet che supportano più blockchain, come quelli degli exchange, o wallet di proprietà multi-valuta. In quest’ultimo caso però, pur avendo un unico seed, il wallet avrà differenti indirizzi pubblici per le differenti criptovalute, visto che questi non hanno sempre lo stesso formato. 

A dire il vero anche molti wallet mono-valuta hanno un solo seed con diversi indirizzi pubblici, e diverse chiavi private, ma sono tutti simili tra di loro ed interscambiabili. Invece, i wallet multivaluta hanno indirizzi diversi per le diverse valute, non compatibili tra di loro. 

Un’ultima distinzione si può fare tra i wallet software e quelli hardware. In realtà però questa è una distinzione minore, perché il loro funzionamento dal punto di vista logico è il medesimo. Ovvero la differenza è fondamentalmente una questione legata ai casi d’uso concreti, con praticamente tutti i wallet hardware che funzionano dal punto di vista software come wallet di proprietà multi-valuta.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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