I contratti futures di Bakkt non sono solo coperti da bitcoin
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I contratti futures di Bakkt non sono solo coperti da bitcoin

By Marco Cavicchioli - 3 Dic 2019

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Sulla FCM Brochure ufficiale di Bakkt sono stati scoperti due passaggi che farebbero intendere che i contratti future non sarebbero completamente collateralizzati in bitcoin. 

Lo ha fatto notare su Twitter il trader Alex Krüger, che ha così commentato: 

“Mito: i future di Bakkt interamente supportati da bitcoin. Realtà: futures Bakkt con il 37% di dollari o buoni del tesoro”. 

Il documento riguarda i contratti Bakkt Bitcoin Daily Futures (BTC) e Bakkt Bitcoin Monthly Futures (BTM). I passaggi incriminati sono il secondo ed il terzo punto del documento. 

Nel secondo punto la brochure risponde alla domanda riguardo la leva finanziaria dei contratti futures di Bakkt su bitcoin. Nella risposta si legge:

“Entrambi i contratti saranno a leva e saranno marginati da ICE Clear US (ICUS), inclusi la raccolta di garanzie sui margini iniziali ed il margine di variazione per gestire il rischio. Il margine iniziale di ICUS per i futures Bakkt Bitcoin giornalieri e mensili dovrebbe essere del 37% circa per contratti definitivi”. 

Nel terzo punto si risponde invece alla domanda esplicita riguardo la possibilità di utilizzare BTC come garanzie presso la clearing house. La risposta è: 

“No. Il margine iniziale deve essere pagato in contanti USD o titoli del Tesoro USA. Il margine di variazione deve essere pagato in contanti USD”. 

Nel quarto punto, in merito alla domanda se il Clearing Member detenga o trasporta bitcoin, la risposta recita: 

“No, i conti di consegna nel Bakkt Warehouse saranno a nome del cliente / utente finale. Sebbene il clearing member avrà visibilità sui bitcoin che i suoi clienti detengono presso il Bakkt Warehouse, i clearing member non dovranno avere un account presso il Bakkt Warehouse e non dovranno interagire con bitcoin. Il team operativo del Bakkt Warehouse interagirà direttamente con i partecipanti al trading per facilitare i depositi e prelievi di bitcoin”. 

Tutto ciò ha portato Krüger ad affermare che i contratti future di Bakkt su bitcoin in realtà siano supportati al 37% da dollari americani o buoni del tesoro USA. 

Federico Izzi, analista e trader indipendente, e collaboratore di The Cryptonomist, ha commentato: 

“Kruger non fa altro che sottolineare quello che avviene nella finanza tradizionale, ad esempio con la collateralizzazione dei future sulle materie prime. A differenza di quella che è la narrativa a riguardo, spesso un future non è sempre regolato 1:1 con il sottostante fisico. In questo caso il Future Bitcoin emesso da Bakkt corrisponde per circa i due terzi a bitcoin fisico, mentre per il 37% è coperto da dollari e buoni del tesoro.

Questa non è una novità nel settore finanziario, ma è una giusta osservazione per evitare di cadere nell’errore di credere nel mito della copertura al 100% in bitcoin. Quella di Kruger è una buona iniziativa anche per favorire la diffusione dell’educazione finanziaria.

Tutto ciò comunque non incide sul mercato di BTC, soprattutto sul lungo termine, perché l’utilizzo di uno strumento finanziario anche solo in parte collateralizzato su bitcoin porta comunque ad una maggiore adozione dello strumento stesso”.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

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