Cina: misure più strette per il sistema finanziario potrebbero favorire Bitcoin
Cina: misure più strette per il sistema finanziario potrebbero favorire Bitcoin
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Cina: misure più strette per il sistema finanziario potrebbero favorire Bitcoin

By Marco Cavicchioli - 10 Gen 2020

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La Banca Centrale della Cina pare stia preparando delle nuove regole più severe per il sistema finanziario del paese che influenzeranno la privacy e le informazioni personali. 

Questo è quanto emerge da una notizia diffusa in lingua locale, secondo cui il Central Reporting Center della PBoC ha redatto una nuova versione del rapporto sulla rendicontazione del credito personale che potrebbe portare al lancio di nuove norme entro maggio 2020, forse già nel corso di questo stesso mese. 

Le nuove norme dovrebbero apportare modifiche significative ai servizi di leasing e ad altri tipi di transazioni finanziarie. In precedenza, infatti, erano richieste solo informazioni personali di base, ad esempio per accendere un prestito, ma queste non sono state ritenute sufficienti per combattere potenziali problemi del settore del credito. 

Per questo motivo sono state proposte nuove regole che imporranno l’acquisizione di molti più dati personali, ad esempio riguardo la formazione scolastica, il lavoro, gli indirizzi email, gli indirizzi fisici di residenza, i numeri di telefono personali, compresi i dati dell’eventuale coniuge.

Saranno anche richieste informazioni provenienti da istituzioni pubbliche, come le aziende di telecomunicazioni, e quelle relative ai pagamenti delle tasse e dei servizi pubblici, eventuali sentenze o sanzioni amministrative, informazioni provenienti dalle forze dell’ordine ed altro ancora. 

Queste nuove regole vengono considerate eccessivamente restrittive da molti cinesi, tanto che hanno iniziato a diffondersi suggerimenti di utilizzare in alternativa bitcoin. 

In particolare, c’è chi inizia a suggerire che in Cina BTC possa essere utilizzato non soltanto più come riserva di valore, ma anche proprio come mezzo di scambio per effettuare pagamenti, in modo da aggirare le nuove norme così restrittive dal punto di vista della privacy. 

Non va dimenticato che la Cina non è un paese libero e lo Stato ha ancora un potere che va ben al di là di quelli di stampo occidentale o liberale. 

Di ciò moltissimi cinesi sono pienamente consapevoli e non tutti vedono di buon occhio la cosa. Anzi, un incremento dell’ingerenza dello Stato cinese nella vita dei cittadini potrebbe effettivamente essere percepito da molti cinesi come un eccesso di privazione di libertà, spingendo molti ad iniziare ad utilizzare strumenti finanziari con minore controllo. 

Bitcoin inoltre è resistente alla censura, quindi anche se lo Stato cinese volesse imporre restrizioni al suo utilizzo di fatto sarebbe impotente da questo punto di vista, dato che gli scambi P2P di BTC non sono tecnicamente arrestabili da nessuno in alcun modo. 

Per ora comunque questa sembra soltanto un’ipotesi, ma se veramente le nuove norme così restrittive dovessero entrare in vigore già a gennaio, allora potrebbero volerci solo poche settimane prima di vederne le conseguenze concrete. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

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