Tether su Liquid per una migliore privacy rispetto a Ethereum
Tether su Liquid per una migliore privacy rispetto a Ethereum
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Tether su Liquid per una migliore privacy rispetto a Ethereum

By Lorenzo Dalvit - 10 Gen 2020

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Il 7 gennaio scorso Tether ha effettuato uno swap cross-chain di 15 milioni di USDT da Ethereum a Liquid, una sidechain federata Bitcoin sviluppata da Blockstream. Sembra che la richiesta di maggior privacy sia il motore di questo cambiamento.

Sebbene il supporto per USDT su Liquid sia stato annunciato per la prima volta a luglio 2019, la decisione di convertire finalmente alcuni USDT in Liquid è stata guidata dalla domanda dei clienti, questo secondo il CTO Paolo Ardoino.

Stablecoin centralizzate cercano protocolli su cui diffondersi

Ethereum è stata scelta come blockchain grazie a minor costi, maggior velocità e wallet più user friendly. 

Precedentemente gli USDT erano ospitati da Omni, progetto basato su Bitcoin, ma nel 2019 migrano sullo standard ERC20 per migliorare l’efficienza.

Successivamente anche Tron ha ricevuto parte della liquidità totale di questa stablecoin, ma Ethereum detiene ancora la maggioranza degli asset in catena nonostante la sperimentazione su Liquid.

Quali clienti potranno avere vantaggio della privacy di Liquid?

Le caratteristiche delle blockchain pubbliche rendono l’analisi del dato facilitata. Attraverso le API molti servizi on-line segnalano spostamenti dagli indirizzi più ricchi di coloro che vengono definiti “balene”.

Whale Alert è uno di questi. Essere aggiornati sull’entrata o le uscite dei Tether dollar negli exchange è una manna dal cielo per i trader che cercano segnali dal mercato.

Ethereum ora ospita la maggior parte dell’USD esistente. La maggiore privacy, offerta da Liquid attraverso transazioni riservate, offre un motivo convincente per il cambio tecnologico.

I federati di Liquid non conoscono amount e asset delle transazioni confidenziali (CT) e verificano solo che output ed input “sommino a zero”.

I dettagli della transazione sono noti solo al mittente e al ricevente che, eventualmente, possono decidere di rivelarli a terze parti ad esempio per scopi di auditing.

Il sidechain Liquid di Blockstream ha avuto un avvio lento da quando è stato lanciato nell’ottobre 2018. Tuttavia, la transazione privata USDT allevia un notevole punto di dolore per i trader che ora saranno in grado di spostare gli asset negli scambi in modo più confidenziale. 

Se inizialmente era sufficiente la fiducia riposta in Tether e nelle sue riserve, ora anche i federati della sidechain hanno un ruolo, quello che abitualmente si cede ai miner nella proof of work e agli staker per la proof of stake.

Assisteremo a una migrazione?

La pressione ricevuta dai clienti di Paolo Ardoino potrebbe essere solo l’inizio di una migrazione di massa.

In un contesto fatto di comunità rivali e antagoniste si può pensare che due siano i motivi di questa pressione:

  • Non favorire le transazioni su Ethereum per la comunità che compra e vende BTC contro USDT e non ama il rivale.
  • Minor tracciabilità di quella piccola parte di hodler che detengono grandi quantità di criptovalute e vuole operare senza dare vantaggio al mercato prima di effettuare una compravendita reale.

Il panorama quindi potrebbe risultare il seguente: i pesci piccoli vengono tracciati nei loro movimenti e si potranno analizzare grazie ai servizi che vagliano le crypto detenute nei wallet Ethereum like, mentre alcuni grandi marketmaker agiranno indisturbati. 

Sidechain contro blockchain

Ora i federati su Liquid sono 15, sarebbero sufficienti 6 per censurare una UTXO. In futuro certamente la volontà è quella di aumentare la decentralizzazione e quindi il numero di federati irrobustendo il network. Sembra quasi di parlare di una blockchain nella blockchain.

Probabilmente diversi gradi di decentralizzazione in funzione di diversi scopi, questa è sicuramente la politica di Blockstream.

Per il momento lo pseudo-anonimato di Bitcoin ed Ethereum non piace alle grandi balene, e la sidechain di Liquid sembra un rifugio migliore per le loro operazioni.

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Lorenzo Dalvit

Chief Operations Officer presso Deepit AG

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