Bitfinex: sequestro di 96 bitcoin. Una ulteriore prova del non anonimato di BTC
Bitfinex: sequestro di 96 bitcoin. Una ulteriore prova del non anonimato di BTC
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Bitfinex: sequestro di 96 bitcoin. Una ulteriore prova del non anonimato di BTC

By Marco Cavicchioli - 28 Gen 2020

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L’Alta Corte britannica ha emesso un ordine del tribunale con cui vengono sequestrati quasi 1 milione di dollari in bitcoin su Bitfinex. 

L’ordine è stato emesso il 13 dicembre, ma i dettagli sono stati resi noti solamente il 17 gennaio e la notizia si è diffusa solo oggi.

Si tratta di una misura cautelativa riguardante una causa contro alcuni hacker che si sarebbero fatti inviare dei bitcoin come pagamento di un riscatto dopo un attacco di ransomware. 

Purtroppo questo tipo di attacchi è in aumento, ma nel caso specifico i bitcoin rubati sono stati intercettati su Bitfinex e quindi sequestrati. 

Nel testo della sentenza si legge che un assicuratore inglese, che ha chiesto di rimanere anonimo, abbia accusato quattro imputati di avergli sottratto 96 bitcoin illecitamente tra il 10  e l’11 ottobre 2019. Questi BTC risultano per l’appunto detenuti su un determinato indirizzo bitcoin di Bitfinex. 

L’attacco di ransomware aveva paralizzato l’operatività di una compagnia assicurativa canadese sfruttando un bug del software e rendendo inutilizzabili oltre 1.000 computer dell’azienda.

Per sbloccarli, gli hacker chiesero 1,2 milioni di dollari in bitcoin, ed alla fine l’assicuratore accettò di pagare 950.000 $ in BTC in cambio di uno strumento per sbloccare i computer compromessi. 

Dopo aver ricevuto lo strumento per lo sblocco, ci sono voluti dieci giorni per ripristinare completamente i sistemi della compagnia assicurativa, compresi 20 server aziendali. 

In seguito, l’assicuratore ha deciso di denunciare l’attacco alle autorità giudiziarie, ed ha ingaggiato una società di analisi blockchain (Chainalysis) per rintracciare i bitcoin pagati come riscatto.

In questo modo si è scoperto che una parte erano stati immediatamente scambiati in valuta fiat, ma la maggior parte, ovvero 96 BTC, erano stati trasferiti ad un indirizzo di Bitfinex. 

Per questo motivo l’Alta Corte ha emesso l’ordine di sequestro nei confronti dell’exchange, visto che lo stesso aveva esplicitamente richiesto un ordine del tribunale per poter procedere.

Inoltre, il giudice ha anche richiesto a Bitfinex di fornire tutte le informazioni in suo possesso per identificare il titolare dell’account incriminato e così è stato, a riprova che bitcoin non è anonimo e che è falsa la voce per cui viene usato dai criminali per scopi illeciti. Quest’ultimo fatto, infatti, potrebbe anche essere vero ma è un errore dei criminali, in quanto BTC è tracciabile e non completamente anonimo.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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