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IOTA: la lettera di David Sønstebø e upgrade Chrysalis: impennata del prezzo
IOTA: la lettera di David Sønstebø e upgrade Chrysalis: impennata del prezzo
Blockchain

IOTA: la lettera di David Sønstebø e upgrade Chrysalis: impennata del prezzo

By Lorenzo Dalvit - 3 Feb 2020

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Oggi, David Sønstebø ha pubblicato una lettera alla comunità di IOTA per fare luce sulla situazione che ormai sembra essere scappata di mano ai fondatori del progetto.

Era il giugno del 2019 quando Sergey Ivancheglo, co-fondatore di IOTA, meglio conosciuto come Come-from-Beyond/CFB, rassegnava le dimissioni dalla fondazione IOTA dichiarandosi sviluppatore indipendente.

 

Dalla lettera oggi pubblicata pare che le divergenze sugli sviluppi del protocollo IOTA abbiano avuto la meglio e sembra, leggendo il documento, che fosse solo questione di tempo.

Mentre l’update Chrysalis vede la luce, i due soci fondatori stanno quindi cominciando una battaglia legale privata che, però, pare non affliggerà il progetto, se non indirettamente.

L’update di IOTA

Chrysalis è un aggiornamento intermedio che permette a IOTA di offrire una soluzione matura alle imprese che si affacciano all’IoT basato su questa tecnologia. 

L’aggiornamento in mainnet anticipa quello che viene descritto come upgrade coordicida. L’obiettivo dei prossimi sviluppi è quello di rimuovere i coordinatori dal network, nodi che hanno permesso alla struttura di prendere vita e muovere i primi passi. 

Il termine coordicida nasce proprio da qui, dalla la volontà di uccidere simbolicamente i coordinatori – punto di centralizzazione del progetto. 

La rimozione avverrà solo quando il sistema sarà sufficientemente sicuro e autonomo per farlo.

Chrysalis permetterà anche la nascita delle colored coin su IOTA, i token sbarcano anche sul Tangle.

Ricordiamo che IOTA non è una blockchain. La struttura basata sul Tangle la differenzia completamente dagli altri progetti, pur avendo molte similitudine con essi.

Si tratta di una tecnologia dei registri decentralizzati che, a obiettivi raggiunti, dovrebbe permettere di transare a costo zero con una scalabilità potenzialmente infinita – mantenendo un grado decentralizzazione sufficiente a renderla resistente a censura – perciò immutabile. 

IOTA e l’impennata del prezzo della crypto

Nel frattempo, le polemiche nella fondazione e novità sugli sviluppi sembrano premiare il progetto a livello speculativo. Si vede infatti un’inversione netta di marcia e una crescita sostenuta del prezzo, tendenza che comunque si manifesta anche su molti altri progetti negli ultimi giorni. 

Nei documenti disponibili, la Fondazione sottolinea con forza i vantaggi di aver escluso dall’equazione, sin dagli albori, il ruolo degli incentivi e dei miners nei problemi legati ai registri decentralizzati.

 Sembra però che ancora una volta gli sviluppi e l’agenda di un progetto che non ha un collegamento reale con attori esposti economicamente come i miner, possano essere dettati da forze che sfuggono al controllo dei portatori di interessi. Chi decide gli sviluppi e come evolverà il network è ancora una questione decisa in modo arbitrario senza una governance precisa e affidabile.

Ciò non significa che il grande lavoro fatto su questa tech non sia degno di attenzione, parallelamente al progetto si stanno muovendo sviluppi anche nel campo hardware capaci di sfruttare IOTA al massimo del suo potenziale. 

Proprio secondo uno dei suoi fondatori più affezionati è il software a dettare le regole all’hardware

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Lorenzo Dalvit

Chief Operations Officer presso Deepit AG

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