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Bitcoin sta uccidendo Ethereum?
Bitcoin sta uccidendo Ethereum?
Bitcoin

Bitcoin sta uccidendo Ethereum?

By Marco Cavicchioli - 3 Feb 2020

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L’analista Juan Villaverde ha sollevato l’ipotesi che Bitcoin sta uccidendo Ethereum. 

Il terreno di scontro sono gli smart contract. Ad oggi, infatti, non solo Ethereum è una rete dotata nativamente di smart contract, ma questi di fatto sono anche la principale ragione del suo successo. 

La blockchain di Bitcoin, invece, non supporta nativamente gli smart contract e la ragione primaria del successo di BTC è sicuramente quella di essere considerato sempre più alla stregua di oro digitale. 

Ma Villaverde mette in discussione questa dicotomia, dicendo che: 

“La regina delle criptovalute potrebbe diventare essa stessa una piattaforma per smart contract”. 

L’analista fa notare che, se da un lato Ethereum è ormai una piattaforma per l’esecuzione di un’infinita varietà di applicazioni, chiamate smart contract o dApp, dall’altro però la sua rete ormai risulterebbe essere congestionata. 

La ridotta capacità e la bassa velocità della rete Ethereum nell’esecuzione delle transazioni farebbe da contraltare ad una domanda di transazioni sempre maggiore, tanto che molti credono che potrebbe diffondersi qualche alternativa maggiormente scalabile. 

Secondo Villaverde questa alternativa sarebbe proprio Bitcoin, grazie alle sidechain come RSK

Potendo contare sulla blockchain e sulla criptovaluta più importante al mondo, i progetti come RSK avrebbero tutte le carte in regola per diventare tra i maggiori competitor nella lotta tra piattaforme per supportare smart contract o dapp. 

Villaverde descrive Bitcoin come l’autostrada principale su cui ci si limita a spostare o conservare valore, mentre le sidechain come RSK sarebbero delle superstrade parallele per fare tutto il resto. 

In questo scenario, la blockchain di Bitcoin rimane sempre la stessa, con i suoi miner che continueranno a minare BTC, ma se ne aggiunge un’altra basata sulla prima, con una sua criptovaluta di riferimento (RBTC) e dei suoi miner. 

RBTC sarebbe semplicemente una forma di Bitcoin utilizzata per l’esecuzione di smart contract su RSK. In questo modo, di fatto, i proprietari di bitcoin possono eseguire delle dApp. 

A dire il vero fino ad oggi non sembra proprio che RSK sia riuscita a scalfire il predominio di Ethereum per quanto riguarda gli smart contract e le dApp, tanto che addirittura ormai da diverso tempo il numero di transazioni giornaliere sulla blockchain di Ethereum ha ampiamente superato quelle sulla blockchain di Bitcoin, ma secondo l’analista RSK è destinato ad avere successo.

In particolare, sostiene che gli strumenti DeFi di finanza decentralizzata potrebbero essere tra i primi a passare su sidechain di Bitcoin, sebbene in realtà ad oggi la DeFi continui ad essere indiscutibilmente dominata da Ethereum. 

Tuttavia, RSK, ad esempio, ha molto in comune con il codice di Ethereum, tanto che tutto ciò che è attualmente in esecuzione su Ethereum potrebbe funzionare altrettanto bene su Bitcoin. Inoltre le dApp di DeFi attualmente utilizzano soprattutto ETH come riserva di garanzia, mentre potrebbero avvantaggiarsi dall’utilizzare invece BTC con lo stesso scopo. 

Villaverde fa l’esempio di DAI, sostenendo che se avesse come collaterale BTC al posto di ETH potrebbe avere una più ampia diffusione. 

Per questi motivi suggerisce che Bitcoin potrebbe uccidere Ethereum e diventare la principale piattaforma anche per gli smart contract e le dApp, sebbene in realtà fino ad oggi non vi sia evidenza del fatto che questo processo di sostituzione stia avvenendo. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

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