Paypal vs Bitcoin: controllo contro libertà
Paypal vs Bitcoin: controllo contro libertà
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Paypal vs Bitcoin: controllo contro libertà

By Marco Cavicchioli - 11 Feb 2020

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Le policy di controllo delle transazioni come quelle di PayPal potrebbero spingere molte persone ad usare sempre di più Bitcoin o altre criptovalute decentralizzate. 

Il fatto è che, come ha rivelato Slate, tali policy di controllo sono decisamente discutibili e rivelano che le piattaforme come PayPal ricadono pesantemente sotto il controllo statale. 

La storia raccontata da Slate riguarda due piattaforme di pagamento, PayPal e Venmo, e del fatto che l’utilizzo di alcune specifiche parole nella descrizione delle transazioni possa creare dei problemi agli utenti. 

Esiste infatti una lista di parole e frasi che, se inserite nella descrizione di una transazione su PayPal e sulla controllata Venmo, causano la sospensione del pagamento, per dare modo alle società di esaminare la transazione ed eventualmente bloccarla. 

In questa lista nera troviamo parole come Iran, ISIS, Corea del Nord, Kim Jong Un, Bashar al-Assad, Cuba, Siria, Al Qaeda, ecc…

Tuttavia, in questa lista nera non sono invece incluse parole come bomba, sicario, rapimento, terrorista, cocaina, napalm, antrace, AK-47 (Kalashnikov), KKK (Ku Klux Klan), tratta di esseri umani, schiavo, identità falsa, zanna di elefante, Iraq, e via dicendo.

Il problema è che questa lista nera sembra riferirsi esplicitamente solo alle possibili violazione delle sanzioni statunitensi, e crea parecchi disguidi. 

Infatti, da parte dell’azienda è arrivata questa dichiarazione: 

“PayPal prende sul serio i suoi obblighi normativi e di conformità, comprese le sanzioni economiche e commerciali statunitensi comminate dal Dipartimento degli affari esteri del Tesoro degli Stati Uniti (OFAC)”. 

In altri termini, questa policy ignora apertamente eventuali sanzioni di altri Paesi e si disinteressa completamente ad esempio della compravendita di armi, droghe, o del traffico di esseri umani e animali. 

Pertanto, le policy di PayPal sono quelle di un’azienda statunitense che costringe tutti i suoi utenti a sottostare alla politica di un unico Stato, ignorando questioni più globali e probabilmente anche più importanti. 

PayPal vs Bitcoin

A tal proposito, è stato ipotizzato che, soprattutto al di fuori degli USA, questo atteggiamento possa scoraggiare molte persone a continuare ad utilizzare tali piattaforme, che potrebbero iniziare a preferire strumenti più liberi, e che non devono sottostare alle politiche statunitensi. 

Ovviamente Bitcoin e le criptovalute decentralizzate sembrerebbero essere i candidati ideali per quegli utenti che volessero liberarsi dal giogo del controllo americano, ed utilizzare strumenti finanziari amorali, senza alcuna forma di controllo sulle transazioni. 

Certo, questo d’altro canto lascia anche i criminali liberi di utilizzare questi strumenti finanziari, ma si tratta pur sempre di un utilizzo limitato e non preponderante

D’altronde, Bitcoin è anche una moneta a-territoriale, oltre che a-morale e queste due caratteristiche messe insieme ne fanno davvero una reale alternativa a chi volesse smettere di utilizzare piattaforme di pagamento globali di fatto sotto il controllo degli USA.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

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