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Il CEO di Stasis boccia le stablecoin legate all’oro
Il CEO di Stasis boccia le stablecoin legate all’oro
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Il CEO di Stasis boccia le stablecoin legate all’oro

By Eleonora Spagnolo - 19 Feb 2020

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Il CEO di Stasis boccia le stablecoin legate all’oro a partire da Tether Gold. Gregory Klumov, in un lungo comunicato stampa, ha esternato il suo pensiero, approfondendo un concetto che era già stato esternato precedentemente sul blog di Stasis.

La sua lunga riflessione parte da una premessa: molte stablecoin non hanno prodotto il valore e la forza che ci si sarebbe aspettati, tanto che secondo Stable Report, 150 stablecoin sono inattive o morte, e 40 progetti di stablecoin ancorate all’oro hanno chiuso. 

I punti deboli delle stablecoin ancorate all’oro

A questo punto il CEO di Stasis si lascia andare ad una lunga analisi circa la sicurezza e la convenienza delle stablecoin legate all’oro. 

Per prima cosa questo tipo di criptovalute devono avere delle riserve d’oro depositate da qualche parte e il solo deposito chiaramente ha dei costi non trascurabili. Inoltre, ragiona Gregory Klumov, l’oro può essere sostituito con il tungsteno. A suo avviso dunque mantenere enormi quantità di oro comporta un ritorno negativo, un investimento che costa più della resa. 

Ed ecco perché i progetti delle stablecoin legati all’oro sono falliti:

  • L’oro è volatile;
  • Le nuove generazioni non si affidano all’oro, che considerano roba del passato;
  • La “Bitcoin generation” preferisce fare shopping in criptovalute anziché usando l’oro;
  • L’oro ha una supply potenzialmente illimitata ma noi non sappiamo quanta ne detengono i governi.

La sentenza del CEO di Stasis è netta: 

“Usando l’oro come sottostante di una stablecoin, i creatori della stablecoin aumentano le possibilità di un avere un progetto fallimentare”. 

A questo punto parte un attacco diretto a Tether che ha recentemente emesso Tether Gold e a tutti quei progetti simili. Perché, nota Klumov, usare come sottostante l’oro con il rischio che sia sostituito con il tungsteno non può che far sorgere altri problemi.

Sebbene non si può dire che l’oro sarà rimpiazzato al 100% dagli asset digitali, in quanto offre buone possibilità di guadagni grazie al fluttuare del suo prezzo, l’oro rappresenta tutto ciò contro cui le nuove generazioni si scagliano. 

La sua conclusione è che il mondo ha bisogno di una “e-currency di prossima generazione”, che permette migliori opzioni di trasferimenti, scambi e pagamenti. Qualcosa di rapido in un mondo altrettanto rapido. 

La sua soluzione? Una stablecoin non legata all’oro ma ad asset quali dollaro o euro. E non è un caso, visto che Stasis detiene EURS, la stablecoin peggata all’euro. Stablecoin come EURS infatti sono a detta del CEO di Stasis la soluzione migliore per colmare un divario tra la finanza classica e quella che sta scoprendo gli asset digitali. E oggi, sostiene il suo CEO, EURS è la maggiore stablecoin non legata al dollaro.

In definitiva, conclude, sebbene non sia certo che Bitcoin possa essere la valuta digitale in grado di rimpiazzare le banconote, di una cosa è certo: 

“Le stablecoin legate all’oro non hanno futuro”.

Una visione di parte

La sua visione più che un’analisi obiettiva è chiaramente una presa di posizione volta a sponsorizzare EURS e a criticare un rivale quale appunto Tether Gold e gli altri progetti simili. 

È vero che l’oro è volatile e che all’apparenza non è usato dalle nuove generazioni, ma resta il bene rifugio per eccellenza, e lo dimostrano i fatti. Non è un caso che con le recenti tensioni geopolitiche proprio l’oro e il Bitcoin siano tornati a salire, mentre i mercati azionari crollano. 

Ma in fondo Eurs e Tether Gold, proprio perché hanno per sottostante una moneta e l’oro, restano due progetti troppo diversi per essere portati sullo stesso piano.

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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