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Il boom della crittografia e i possibili scenari futuri per le criptovalute
Il boom della crittografia e i possibili scenari futuri per le criptovalute
Criptovalute

Il boom della crittografia e i possibili scenari futuri per le criptovalute

By Guest post - 9 Mar 2020

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Il 2020, per il mondo delle criptovalute, è iniziato in grande crescita e gli scenari del prossimo futuro parlano di un aumento costante sia in termini di volume d’affari che di utilizzatori: privati, aziende e associazioni di beneficenza.

Per capire come il settore delle criptovalute sia ormai uscito dal limbo di un utilizzo di nicchia, si può vedere la questione da un punto di vista molto particolare: quello legale. Il 2020 si è infatti aperto, in Italia, con un’importante novità legata alla necessità d’inserire nella dichiarazione dei redditi il proprio portafoglio virtuale. A stabilirlo, con una sentenza che farà scuola, il Tar del Lazio che lo scorso 27 gennaio ha respinto il ricorso, di un’associazione d’imprese, contro la scelta fatta da parte di Agenzia delle Entrate.

Fonte: Pexels

Un altro riconoscimento, indiretto, del loro valore sempre crescente nella società arriva poi dal fronte delle assicurazioni dove il colosso del settore Lloyd’s ha deciso di offrire una copertura assicurativa ai propri clienti. Obiettivo: proteggere i legali detentori di criptovalute dalla possibilità di essere derubati del proprio portafoglio, come è già successo in passato a seguito di attacchi hacker. Le criptovalute, quindi, diventano equiparate ad altri beni: dal denaro cartaceo ai conti corrente, dall’oro agli immobili, che Lloyd’s hanno sentito di dover tutelare.

Una scelta non da poco visto che solo due anni fa la celeberrima corporazione inglese di assicurazioni, con la sua divisione bancaria, aveva deciso d’impedire ai propri clienti di acquistare tramite carta di credito le criptovalute, temendo perdite economiche eccessive e incontrollabili. Una disposizione oggi superata tanto che viene offerta la possibilità di assicurare il proprio portafoglio virtuale: segno evidente, questo, non solo dell’affidabilità che viene attribuita a queste modalità di pagamento, ma anche a una loro acquisita stabilità e diffusione nell’ambito dei circuiti elettronici internazionali.

La crescita del settore è testimoniata anche dalle scelte, ormai globali, che vengono fatte dagli stessi Stati, specie quelli che hanno una maggiore difficoltà a entrare sul mercato tradizionale per potere finanziare le proprie iniziative. Uno dei Paesi che è più avanti, su questo fronte, è il Venezuela che potrebbe diventare la prima cripto economia al mondo

A Caracas, capitale di uno Stato alle prese con difficoltà economiche di vario genere, a partire dall’inflazione, è possibile entrare in un Burger King, ordinare un hamburger e una bevanda per poi recarsi alla cassa a pagare in bitcoin o analoghe monete virtuali, comodamente tramite il proprio smartphone. Sono già un migliaio gli esercizi commerciali che seguono questa linea, e centinaia di migliaia i venezuelani che hanno deciso di aprire un proprio portafoglio virtuale. Non solo, lo stesso Stato ha varato il Petro: una sorta di criptovaluta pubblica con cui si potranno pagare le tasse, le bollette e ogni altra forma di dazione in denaro. Così almeno annunciano gli esponenti del governo, a partire dal presidente, Nicolas Maduro.

Molto presto, con la crescita di una cripto economia decentralizzata, molte persone si guadagneranno da vivere in criptovaluta. Ciò contribuirà all’aumento della loro diffusione e anche gli exchanger si dovranno adeguare offrendo servizi finanziari più tradizionali. Così emergeranno nuove applicazioni basate sulle criptovalute che saranno accettate dagli shop online più popolari e dagli operatori sportivi con bonus ancora più vantaggiosi.

L’aumento di utenti e di valore complessivo delle cripto valute sta contribuendo ad incrementarne la stabilità grazie ai maggiori legami con l’economia reale. Negli ultimi anni, troppo spesso il termine criptovalute è stato associato a operazioni di carattere speculativo o comunque legato alla dimensione del trading e della finanza. Il futuro prevede però anche altro, come la possibilità che vengano utilizzate per scopi non commerciali e di filantropia o a sostegno al mondo della ricerca.

Una sorta di maturazione, quindi, quella che attende il settore nei prossimi anni, a partire dall’ingresso sul mercato dei grandi istituti di credito e banche nazionali, con una maggiore regolazione sia di carattere finanziario che normativo. Insomma le criptovalute stanno uscendo da un’era iniziale, caratterizzata un po’ da una sorta di far west, per diventare “adulte” mantenendo tutte le proprie peculiarità di fondo, come privacy e basso costo di scambio, senza per questo dover diventare, per forza, il regno di interessi poco limpidi.

Fonte: Pxhere

Il mondo bancario, quindi, è pronto ad avere una propria copia sul web, sfruttando gli straordinari progressi di carattere tecnologico che la crittografia informatica sta mettendo in campo per garantire massima sicurezza senza per questo dovere ingolfare un settore, di per sé basato su velocità, facilità di accesso e ampia diffusione.

Le applicazioni, al riguardo, sono potenzialmente quasi infinite: dai giochi alle comunità online, dai mondi virtuali alle scommesse, dalla finanza alle start up, fino allo shopping online e al mondo dello scambio di beni e di servizi.

A dare il turbo al mondo delle criptovalute potrà essere anche l’arrivo, in maniera massiccia, della tecnologia 5G. Al riguardo ci sono già le prime avvisaglie positive: HTC ha infatti annunciato l’uscita sul mercato di una seconda versione del proprio HTC Hub, il router 5G che aveva fatto il suo debutto assoluto durante il Mobile World Congress del 2019 tenutosi a Barcellona.

La nuova caratteristica di HTC Hub sarà, hanno spiegato i realizzatori di HTC, la possibilità di diventare una vera piattaforma di supporto per le criptovalute, grazie all’utilizzo del router stesso come un vero e proprio nodo della rete Bitcoin, il tutto appoggiato al wallet sempre di proprietà  di HTC, lo Zion Vault, in combinazione con una rete VPN già installata e a due servizi per browser e mail in modalità protetta, chiamati rispettivamente Brave e ProtonMail.

Queste, e tante altre, sono le novità che ci attendono, in questo 2020, sul fronte delle cripto valute. Un settore da tenere in forte attenzione e in cui la tendenza globale pare poter mantenere, allo stesso tempo, le peculiarità delle prime monete virtuali con la necessità di operare nelle giuste condizioni di sicurezza: per sé, per i propri clienti e più in generale per l’intera comunità globale.

 

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