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Tribunale cinese riconosce Ethereum come bene di proprietà
Tribunale cinese riconosce Ethereum come bene di proprietà
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Tribunale cinese riconosce Ethereum come bene di proprietà

By Eleonora Spagnolo - 29 Apr 2020

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Un tribunale cinese ha stabilito che Ethereum è “proprietà legale con valore economico”. La sentenza segue altre analoghe che hanno riguardato però Bitcoin. 

Il caso che è stato gestito dal tribunale di Shenzhen riguardava un furto di Ethereum. Per dirimere la questione si è arrivati alla sentenza che stabilisce che la criptovaluta è una proprietà a tutti gli effetti. 

Il caso ha origine quando il protagonista, Li, un ingegnere blockchain, nel 2019, è entrato a far parte di una compagnia di Shenzhen impegnata in un progetto chiamato Haode Star con un’azienda partner. Grazie alle sue qualifiche, Li si occupò di creare la chiave privata e la password di pagamento del progetto. Quando poi fu licenziato perché il suo periodo di prova terminò e non fu ritenuto adatto a proseguire, Li decise di usare chiave privata e password del progetto per entrare nell’account di Haode e rubare 3 ETH e 4 milioni di token Haode.

Successivamente riuscì ad impossessarsi anche di altri 0,4 ETH. Il bottino del furto è stato poi restituito. Ciò nonostante il giudice ha condannato il protagonista della vicenda a sette mesi di carcere e a risarcire l’azienda vittima del furto. 

Il vero risvolto della sentenza è che di fatto il tribunale riconosce che non è vietato detenere criptovalute in Cina nonostante permanga il ban del governo. 

Nella sentenza infatti viene detto che:

“We cannot deny the fact that ether should be protected by law as a general property”

(Non possiamo negare il fatto che gli ether dovrebbero essere protetti dalla legge come proprietà). 

Il giudizio finale non fa che allinearsi ad almeno un altro paio di sentenze che si sono espresse in modo analogo e che avevano per oggetto però Bitcoin. 

Attualmente in Cina le istituzioni finanziarie non possono condurre operazioni in criptovalute. Ciò nonostante la Cina rimane uno dei centri nevralgici per il mining di Bitcoin anche se gli effetti dei divieti si sono fatti sentire contraendo la “produzione”. 

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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