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Un fattore di rischio sistemico per Bitcoin
Un fattore di rischio sistemico per Bitcoin
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Un fattore di rischio sistemico per Bitcoin

By Marco Cavicchioli - 26 Mag 2020

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Su Deribit Insights è stato pubblicato recentemente un articolo che porta alla luce un potenziale fattore di rischio sistemico per Bitcoin. 

L’articolo è stato scritto dal ricercatore crypto indipendente Hasu e prende di mira la custodia dei BTC da parte di terzi, ed in particolare da parte delle banche. 

Tutto parte dal fatto che, ad oggi, non è possibile registrare sulla blockchain di Bitcoin più di 4.400 transazioni per blocco, ovvero ogni circa 10 minuti, e che l’ampliamento di questa capacità non è in programma (se non utilizzando livelli aggiuntivi come Lightning Network).

Hasu rivela che in realtà questo limite viene superato soprattutto grazie al ricorso di strumenti offchain, come ad esempio la custodia bancaria dei BTC, e che la crescita di questo livello bancario è al di fuori del controllo del protocollo, tanto che potrebbe trasformarsi in un rischio sistemico. 

Ad esempio, uno di questi strumenti potrebbe essere l’app di Bakkt, che consentirà ai suoi utenti di scambiarsi BTC senza dover registrare le transazioni su blockchain, in modo da rendere gli scambi rapidi ed economici. 

In futuro è molto probabile che la maggior parte degli scambi di BTC avvenga offchain, e secondo Hasu la maggior parte di questi potrebbe avvenire all’interno del livello di custodia bancaria. 

La stabilità a lungo termine di questo scenario è legata al fatto che gli utenti possano decidere in qualsiasi momento di cambiare custode, ma se ciò non sarà possibile, o dovesse essere lento, difficile o costoso, il potere di controllo di questo livello risiederà nelle banche stesse, e nei governi. 

Ciò potrebbe causare significativi aumenti del costo di uscita da questo sistema, come accaduto ad esempio nel 1933 e nel 1971 all’oro.

I governi contro Bitcoin

In altre parole, i governi avrebbero la possibilità di imbrigliare la libertà finanziaria che offre Bitcoin attraverso il controllo bancario degli strumenti di custodia di un gran numero di utenti. 

Hasu infatti fa notare che se uno strato superiore diventa troppo grande rispetto alla capacità dello strato inferiore, le persone perdono la possibilità di tornare al livello inferiore velocemente ed in modo economico. 

Tuttavia, il ricercatore propone anche due possibili soluzioni per ridurre al minimo questo rischio sistemico.

Innanzitutto si potrebbero scoraggiare gli utenti dall’utilizzare la custodia bancaria dei BTC su larga scala, tramite un’apposita narrativa rivolta soprattutto ai nuovi utenti. 

Probabilmente ciò è già in atto, sebbene a dire il vero non sembra stia avendo un grande successo. 

In secondo luogo si potrebbe trovare un modo per mantenere facile e veloce il passaggio dai livelli superiori di custodia al livello base, ad esempio consentendo a diversi utenti di condividere le transazioni così da poterne inserire di più all’interno dei blocchi. 

Ad oggi questo rischio pare reale, seppur per ora ancora molto limitato, mentre le due soluzioni proposte paiono ancora decisamente lontane. 

Il tempo per poter intervenire c’è, e non è nemmeno detto che il rischio sistemico si possa trasformare in un problema reale e concreto. 

Tuttavia c’è ancora molto da fare per poter rendere Bitcoin un asset davvero alla portata di tutti, in modo che sia allo stesso tempo sicuro e facile da usare.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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