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Crypto art: l’arte del futuro è presente
Crypto art: l’arte del futuro è presente
Criptovalute

Crypto art: l’arte del futuro è presente

By Contest Writer - 17 Giu 2020

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La crypto art, ovvero la blockchain applicata alla creatività, è la manifestazione più contemporanea dell’arte.

Cosa sia l’arte non è certo, ma può essere intesa come una diversa percezione del mondo, che ne coglie lo spirito anticipando il futuro.

Questo spirito si manifesta sempre in luoghi diversi. Lo spazio attuale è il web.

L’arte parla il linguaggio del proprio tempo. Il linguaggio attuale è digitale.  

crypto art

A differenza dei token di una criptovaluta, tra loro identici, quelli legati alla crypto art sono solitamente NFT, non-fungible token, codici crittografici non intercambiabili in grado di rappresentare un bene unico, determinandone il valore commerciale. 

Di fronte all’infinita riproducibilità dei contenuti digitali, gli NFT equivalgono alla firma d’artista, certificato di provenienza custodito eternamente nel registro decentralizzato della blockchain. L’artista può dunque creare una serie di opere digitali visivamente identiche – l’equivalente di opere d’arte in edizioni o stampe a tiratura limitata e amministrarle come entità distinte.

Questo colloca la crypto art nel crescente mercato dei crypto collectible, immagini e altri asset digitali collezionabili tramite l’acquisto dei relativi token.

Fra i primi esempi di NFT troviamo progetti come CryptoPunks, che ha attratto recentemente personalità e capitali significativi.

Rare Pepe costituisce invece il primo progetto di arte su blockchain. Originariamente un fumetto di Matt Furie, qualcuno digitalizzò e tokenizzò la rana protagonista su Counterparty, sulla Blockchain di Bitcoin. 

Ciò che accadde poi, come la pizza per Bitcoin, fece storia come segno di consenso: qualcuno decise di acquistarla, con la prima transazione artistica su blockchain. 

Peculiarità del progetto è anche la nascita della comunità di appassionati che sottopose le proprie creazioni a un comitato spontaneo che certificò tutti i 1.774 Pepe inviati come “dank” e “rare”. 

Simbolo dello spirito della community legata alla crypto art, Rare Pepe in Venezuela e altrove ha addirittura permesso ad alcuni artisti di supportare economicamente le proprie famiglie.

Il progetto che ha reso i crypto collectible un fenomeno di massa è però CryptoKitties, gioco online basato sulla blockchain di Ethereum, popolato da personaggi dalle sembianze feline, il cui NFT più costoso è stato acquistato nel 2018 a 600 Ether (170.000$), valuta nativa di Ethereum.

Cos’è quindi la crypto art?

Malgrado manchi una definizione univoca, la crypto art identifica arte digitale, sia che parta da un oggetto tangibile o che sia nativa del digitale, legata alla blockchain. 

Il potenziale di questo nuovo genere consiste proprio nel dare a un’immagine virtuale la dignità di opera d’arte, resa unica, eterna e collezionabile tramite l’associazione a un token che ne prova provenienza, rarità e proprietà.

Quando acquista un’opera di crypto art, il collezionista ripone nel proprio wallet digitale proprio il codice ad essa associato, non l’opera in sé – anche se ultimamente piattaforme come InfiNFT ospitano su blockchain anche immagini, addirittura in 3D, preludendo a una nuova frontiera. 

Come avviene la tokenizzazione di un’opera su Ethereum?

Quando un artista carica la propria opera su una piattaforma d’arte digitale, si crea una transazione sulla blockchain di Ethereum. Questa sposta il relativo token, creato dalla piattaforma, nel wallet dell’artista, funzionando da firma digitale dello stesso: una sorta di autentica dell’opera caricata. L’opera d’arte, intesa come immagine effettiva, viene invece caricata su IPFS, sistema in grado di contenere un consistente numero di dati. Il link ad IPFS viene registrato nella transazione su blockchain. 

Quali sono i maggiori mercati di crypto art?

Come l’arte tradizionale, quella digitale ha le sue gallerie, online e con struttura peer-to-peer. Su Ethereum, le maggiori sono SuperRare, per opere in edizione unica, KnownOrigin, per multipli, e Async.art, per arte programmabile con proprietà condivisa. Altro marketplace fondamentale è OpenSea, con una maggiore varietà di collectible

La crypto art è anche presente in mondi in VR come Decentraland e Cryptovoxels, che ha recentemente ospitato una mostra di crypto art italiana.

Attraverso gli smart contract di queste gallerie, che regolano transazioni di NFT e criptovaluta tra i wallet di artisti e collezionisti, la blockchain ha anche risolto un grave problema dell’arte tradizionale, legato alla gestione delle royalties nel mercato secondario. Mentre normalmente le case d’asta escludono gli artisti da remunerazioni sulle vendite secondarie, ora vige un nuovo standard: su diverse piattaforme di arte digitale quando un’opera viene nuovamente acquistata, l’autore stesso riceve un compenso pari al 10% del nuovo prezzo di vendita.

Il fenomeno del mercato secondario coinvolge artisti, collezionisti e curatori.

In due anni di attività su SuperRare, il duo italiano Hackatao ha venduto ben ventitré opere crypto sul mercato secondario – sette negli ultimi due mesi. 

Una loro GIF, venduta a 1,5Ether (450$) nel 2018, è stata riacquistata per la terza volta giorni fa alla bellezza di 45Ether (9.019$).

Jason Bailey, curatore e fondatore di Artnome, nel 2018 aveva acquistato AI Generated Portrait Nude #1 di Robbie Barrat a circa 80$ (0,46Ether al tempo) e ha recentemente ceduto l’opera per oltre 12.000$ (75Ether). I quasi 5.000$ della vendita di Lockup, da lui acquistata due anni fa da XCOPY a soli 71$, li ha invece devoluti in sostegno degli artisti di SuperRare.

Uno tra gli aspetti più unici della crypto art è proprio la sua community. Si tratta di uno spazio concreto dove un artista, formato o no, può sperimentare e confrontarsi a livello internazionale, tra tecnologia, creatività e tecniche tradizionali. 

La parola chiave della community è collaborazione, c’è grande supporto reciproco nella ricerca del personale connubio tra tecnica, messaggio, cifra stilistica, attività social e autopromozione. Questo spirito è sostenuto dalla concentrazione esclusiva sull’arte: gli artisti rimangono spesso anonimi o usano pseudonimi; genere, etnia, stato sociale spariscono.

Dal punto di vista culturale, la crypto art rappresenta essenzialmente una manifestazione del vivere attuale. Anche il mondo del gaming – e relativo mercato – è sempre più collegato a quello dell’arte crypto, genere all’intersezione tra creazione artistica e interazione digitale. Questa corrente, pur restando inclusiva, riflette lo spirito delle nuove generazioni che andranno a plasmare il nostro domani.

In sostanza, l’arte del futuro è presente ed è la crypto art.

Art curator and editor Chiara Braidotti
Art curator and gallerist Eleonora Brizi 

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