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S&P: il futuro del mondo bancario passa per la tokenizzazione
S&P: il futuro del mondo bancario passa per la tokenizzazione
Blockchain

S&P: il futuro del mondo bancario passa per la tokenizzazione

By Daniele Chicca - 3 Lug 2020

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Arriva un nuovo endorsement per la tokenizzazione dal mondo bancario.

L’agenzia di rating americana​ S&P Global Rating​, la più famosa a livello internazionale, ha dichiarato che la pandemia di Covid-19 porterà a una rapida accelerazione di diversi processi di innovazione. Tra questi figura anche la​ tokenizzazione del mondo bancario e la rivoluzione dei sistemi di pagamento​.

Sono in molti gli analisti che pensano che il futuro del mondo bancario sia in mano ai gruppi FinTech e crypto. L’agenzia non è da meno. 

“​Se i beni fisici fossero in forma digitale, dei token per esempio​ – scrive S&P Global Rating – sarebbe molto più facile dividerli, migliorando la loro liquidità e potenzialmente aumentando l’inclusione finanziaria​”.

L’importanza di tokenizzare i servizi bancari

L’uso più probabile di tali token sarà ​finalizzato alla raccolta di capitali e finanziamenti​, in particolare per le startup e le piccole e medie imprese. Nel segnalare ​un interesse crescente nella tokenizzazione da parte degli investitori negli ultimi mesi, l’agenzia osserva che l’epidemia di coronavirus ha mostrato l’importanza di digitalizzare il settore dei servizi finanziari​.

La tokenizzazione offre diversi vantaggi, tra cui la possibilità di frazionare gli asset​

Aumentando la loro liquidità si apre la porta a investitori o mutuatari che altrimenti sarebbero esclusi. Inoltre, S&P Global Rating è convinta: 

“​che la tecnologia potrebbe consentire a nuovi attori meritevoli di fare il loro ingresso nel mercato, mettendo ulteriormente ​a dura prova i ricavi delle banche​ e dei gestori patrimoniali tradizionali​.

Di conseguenza, rispetto al mondo pre-Covid, ora l’attesa è per una propensione maggiore da parte delle big del mondo della finanza alla sperimentazione di nuovi prodotti​ e all’avvio di nuove collaborazioni con player del mondo FinTech o crypto. 

Ma chiaramente, come avviene per qualunque tipologia di innovazione, bisogna scontrarsi con lo status quo. Nel caso specifico, una serie di ostacoli non da poco da superare.

Gli ostacoli principali da superare

Detto questo, prima di arrivare all’integrazione vera e propria dei processi crypto e della tokenizzazione nel mondo bancario, il settore dovrà risolvere almeno tre problemi. 

Tra gli ostacoli, il report intitolato “Building A Token Collection​” cita: 

  • la volontà delle autorità di regolamentazione di implementare un quadro normativo per la tokenizzazione, 
  • i possibili inceppi tecnologici, 
  • il modo con cui garantire la sicurezza dei diritti di proprietà​.

“Rimane da vedere – continua l’agenzia – se la tokenizzazione sostituirà sul serio alcuni prodotti finanziari tipo”. 

Ma potrebbe sicuramente avere: 

“​effetti positivi su specifiche aree di business,come i piani di aumento di capitale, i progetti di finanziamento delle PMI e la ‘liquefazione’ di asset illiquidi”.

Inoltre, aspetto non da poco, rispetto ai prodotti di risparmio gestito disponibili al momento – rivolti per lo più a una clientela facoltosa – la tokenizzazione degli asset potrebbe sdoganare l’offerta, dando accesso a nuovi clienti cui sarebbero garantiti ​costi più convenienti e una maggiore efficienza​.

I migliori casi di tokenizzazione nel mondo finanziario

Secondo uno ​studio condotto da Greenwich Associates​ che si basa sulle risposte fornite da 109 dirigenti attivi nel settore della tecnologia finanziaria e della ​blockchain i​n tutto il mondo, la raccolta di capitali freschi per le startup e i collocamenti di capitali privati sono percepiti come ​le migliori applicazioni per la tokenizzazione.

Il miglior modo in assoluto di sfruttare la tokenizzazione degli asset tradizionali sono considerati dal campione interpellato gli investimenti di gruppi di private equity. Al secondo posto tra i casi particolarmente adatti all’emissione di security token, viene citato un caso di aumento di capitale per una startup e al terzo il finanziamento di nuovi prodotti.

Grazie all’assenza di un numero limitato di intermediari e alla razionalizzazione delle operazioni di back office, la tokenizzazione consente lo scambio di beni in modo efficiente e più economico. Vengono così ridotti i tempi di compensazione e di controllo e questo, in ultima analisi, riduce anche il rischio di controparte.

Servendosi al contempo di​ smart contract​ si dovrebbe riuscire ad abbassare i costi di amministrazione e assicurare il rispetto delle normative. Con la blockchain si possono consultare i dati delle transazioni in qualunque momento e in modo sicuro: 

“Si eliminano in questo modo molte delle inefficienze che ostacolano il sistema finanziario”.

Maggiore sicurezza, trasparenza e velocità delle transazioni

La tecnologia del libro mastro decentralizzato, immutabile e trasparente, dice sempre l’agenzia, “potrebbe migliorare in modo considerevole l’integrità e la sicurezza dei dati, fornendo uno scambio più sicuro di beni o informazioni in cambio di security token”.

Un esempio lo offre quanto accaduto lo scorso 17 giugno. Quel giorno Mastercard ha annunciato di aver tokenizzato le credenziali delle carte di credito degli utenti di 12 paesi – tra cui l’Italia – che fanno acquisti sul sito del gigante dell’e-commerce Amazon.

La sostituzione dei numeri, codici e nominativi delle carte con dei token consente di aumentare il grado di sicurezza​, poiché il gettone può essere utilizzato solo dal commerciante specifico e viene aggiornato regolarmente.

“Il passaggio a sistemi di e-commerce simili potrebbe accelerare in futuro, come evidenzia la tendenza a digitalizzare tutta una serie di operazioni e servizi durante il periodo di lockdown.

La tokenizzazione, infine, permetterebbe ​la registrazione della proprietà del detentore del token,aumentando la trasparenza per i partner delle transazioni che presumono che non sia consentito l’anonimato e chiarendo inoltre diritti dei diversi stakeholder. 

Daniele Chicca
Daniele Chicca

Laureato in lingue e letterature straniere all'Università di Bologna, con un anno da undergraduate presso la UCL di Londra. Giornalista professionista dal 2007, si è con il tempo specializzato in finanza, economia e politica. Dopo tre anni presso il desk di Reuters a Milano, ha lavorato per diverse testate, contribuendo tra le altre cose a portare a un incremento del traffico progressivo sul sito Wall Street Italia e offrendo servizi di vario genere da inviato per Radio Rai e per le agenzie stampa AGI e TMNews (ex Apcom). Al momento è responsabile della redazione, della linea editoriale e del coordinamento di un importante sito di informazione economica e finanziaria

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