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La Russia e la nuova regolamentazione crypto
La Russia e la nuova regolamentazione crypto
Regolamentazione

La Russia e la nuova regolamentazione crypto

By Marco Cavicchioli - 23 Lug 2020

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Ieri in Russia la Duma di Stato ha approvato la nuova regolamentazione crypto del paese. 

Lo riferisce il giornale locale Regnum che evidenzia anche come la nuova legge entrerà in vigore il 1° gennaio 2021 e consentirà le transazioni delle criptovalute che però non saranno considerate mezzi di pagamento.

In realtà, la legge parla più genericamente di valute digitali, escludendo che siano unità monetarie internazionali o monete estere, e ciò implica che non debbano essere accettate per pagare beni e servizi. 

Inoltre, questa regolamentazione definisce gli asset finanziari digitali stabilendo i requisiti per il sistema informatico con cui vengono emesse, nonché per i gestori di questi sistemi e di quelli degli exchange. 

Regnum presume che la regolamentazione operativa delle criptovalute sarà meglio specificata da una seconda legge che potrebbe essere approvata nella sessione autunnale.

In altre parole la legge approvata ieri stabilisce le definizioni degli asset digitali, senza scendere nello specifico di quali siano i criteri con cui vanno utilizzate o gestite nel Paese, e rimanda ad una seconda regolamentazione in cui presumibilmente verranno affrontati gli aspetti più tecnici e concreti. 

Il giudizio su questa nuova regolamentazione però non è ancora netto. Innanzitutto perché le sole definizioni non bastano a comprendere con chiarezza quale approccio il Parlamento abbia deciso di imporre al Paese riguardo l’utilizzo delle criptovalute. Inoltre perché sarà la futura legge a stabilire concretamente cosa si potrà o non si potrà fare. 

Un altro giornale locale, rbc.ru, riferisce che le valute digitali con questa legge vengono definite come un insieme di dati elettronici che sono offerti e/o possono essere accettati come mezzo di pagamento, ma che non sono unità monetarie della Federazione Russa, di uno Stato estero o monete internazionali, per i quali pertanto non vi è alcuna persona obbligata ad accettarle. 

Inoltre evidenzia che con questa legge le criptovalute in Russia possono essere acquistate, vendute, minate e scambiate, ma non è possibile utilizzarle per pagare beni e servizi ai residenti russi. 

Questo è un passaggio di difficile interpretazione. Anzi, a dire il vero è piuttosto inconcepibile che le criptovalute non possano essere utilizzate come mezzo di pagamento, visto che in realtà buona parte di esse lo sono a tutti gli effetti. 

Diverse modifiche per questa regolamentazione crypto

Questa legge ha avuto un’origine un po’ turbolenta, con diverse modifiche prima di arrivare all’approvazione. È in lavorazione dal 2018, e nel corso dei mesi si è notevolmente edulcorata. 

Sembrerebbe quasi che la volontà politica iniziale fosse quella di usare il pugno di ferro, ma che poi questo approccio abbia lasciato il passo ad un realismo un po’ più pragmatico. Potrebbe esserci anche una buona dose di propaganda dietro ai numerosi annunci fatti in passato che millantavano un approccio forte nei confronti delle criptovalute, rivelatisi poi a tutti gli effetti solo annunci propagandistici a cui non hanno fatto seguito azioni energiche. 

Il risultato finale pertanto potrebbe essere un compromesso tra il presunto approccio forte iniziale, ed il realismo pragmatico di chi non può negare che i cittadini russi stiano già utilizzando questi nuovi strumenti finanziari, con conseguente confusione nel modo con cui sono state definite le criptovalute. 

Insomma, la definizione contenuta nella legge appena approvata potrebbe non essere frutto di un’analisi oggettiva delle modalità di funzionamento di queste tecnologie, ma di un negoziato che si è limitato a trovare un compromesso tra le posizioni più oltranziste e quelle più realistiche.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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