Ricerca Messari: la DeFi è più piccola di XRP o BCH
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Ricerca Messari: la DeFi è più piccola di XRP o BCH

By Marco Cavicchioli - 29 Lug 2020

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Secondo una ricerca di Ryan Watkins di Messari la DeFi è ancora un settore di dimensioni molto contenute. 

Lo ha evidenziato in una serie di dati e grafici condivisi su Twitter.

Nel primo grafico mette in evidenza come, nonostante l’espansione degli ultimi mesi, l’intero settore DeFi ha ancora una dimensione estremamente ridotta, inferiore ad esempio alla capitalizzazione di mercato di XRP (Ripple) o BCH (Bitcoin Cash). 

Infatti la capitalizzazione di mercato dei token DeFi supera di poco i 4,1 miliardi di dollari, mentre quella di BCH supera i 4,4 miliardi. 

XRP addirittura è ad oltre 6,6 quindi ancora molto distante. 

Addirittura confrontando questa capitalizzazione di mercato di 4,1 miliardi della DeFi con quella complessiva delle criptovalute di layer 1 scambiate pubblicamente, escluse le prime due (Bitcoin ed Ether), il risultato è di un ordine di grandezza inferiore, visto che questi progetti insieme valgono 45,7 miliardi.

Tra l’altro tra 30 principali criptovalute, esclusi BTC ed ETH, ci sono molti progetti di prima generazione ritenuti ormai inutili, ovvero improbabili “killer di ETH” o addirittura progetti morti. 

Persino Dogecoin ha una capitalizzazione di mercato superiore a quasi tutti i token DeFi, escluso Maker (questo report non considera Chainlink un token DeFi). 

Ricerca Messari, come la DeFi può crescere

In altre parole la DeFi rappresenta per ora solamente l’1,5% dell’intero mercato crypto, tuttavia Watkins conclude dicendo: 

“La DeFi non ha bisogno di nuovi capitali che fluiscano nelle criptovalute per continuare la sua ascesa. 

Tutto ciò di cui ha bisogno è una riallocazione del capitale”. 

In altre parole suggerisce che molte criptovalute storiche, esistenti ovvero da qualche anno sui mercati, potrebbero ormai essere sopravvalutate, mentre i token della DeFi sono in forte crescita. 

Questo potrebbe portare nel corso del tempo ad una ricollocazione degli investimenti da progetti ormai morti, inutili, o in fase calante, a progetti DeFi in grande crescita. 

Questo processo non avrebbe nemmeno bisogno che nuovi capitali entrassero nel mondo crypto, ma solamente che venissero spostati da progetti la cui crescita ormai si è esaurita a nuovi progetti di finanza decentralizzata che stanno riscuotendo un grande successo. 

Visti i numeri mostrati, il potenziale di crescita dei token DeFi in teoria potrebbe essere ancora notevole, mentre d’altro canto alcuni vecchi progetti in fase calante lo hanno invece esaurito. 

Il report di Messari dice anche:

“Gli investitori ora si stanno arrampicando l’uno sull’altro per entrare nei token DeFi, che a differenza della maggior parte delle ICO nel 2017 hanno prodotti funzionanti piuttosto che sogni d’oro. Ulteriore aggiunta all’eccitazione, molti token DeFi generano anche flussi di cassa, consentendo agli investitori di inquadrare il valore di questi token utilizzando metodi di valutazione più comuni”.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

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