Ricompensa fino a 400 milioni per l’hack di Bitfinex
Ricompensa fino a 400 milioni per l’hack di Bitfinex
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Ricompensa fino a 400 milioni per l’hack di Bitfinex

By Marco Cavicchioli - 4 Ago 2020

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Bitfinex ha annunciato di aver stanziato 400 milioni di dollari da distribuire come ricompensa per chi aiuterà a trovare i fondi rubati con l’hack del 2016. 

L’annuncio, pubblicato sul sito ufficiale dell’exchange, segue alla scoperta che un certo numero di bitcoin appartenenti a wallet collegati ai responsabili di quell’hack sono stati recentemente spostati. 

Bitfinex annuncia che offrirà una ricompensa a tutte le persone che riusciranno a fornire informazioni con le quali l’exchange potrà individuare gli hacker responsabili del trasferimento non autorizzato di quasi 120.000 bitcoin di agosto di quattro anni fa. 

Inoltre offrirà anche una ricompensa agli hacker stessi nel caso in cui restituiscano i BTC rubati. 

Bitfinex, la ricompensa per chiudere il capitolo hack 

L’exchange definisce quell’hack “un capitolo oscuro della storia del nostro exchange”, quando alcuni hacker violarono i sistemi di sicurezza del del sito e generarono 2.072 transazioni non autorizzate con in totale 119.755 BTC. 

Da allora i problemi di sicurezza sono stati risolti, e l’exchange non ha più subito alcun attacco simile. 

Per cercare di chiudere definitivamente quella triste pagina Bitfinex destinerà a coloro che forniranno informazioni utili il 5% di ciò che verrà recuperato, sia che si tratti di bitcoin, sia che si tratti di asset equivalenti, ai prezzi correnti di mercato. 

Agli hacker invece verrà destinato il 25% di ciò che verrà recuperato. 

Quindi in totale il 30% dei fondi recuperati verrà distribuito come ricompensa, e l’exchange fa sapere che in totale i bitcoin rubati, al netto di quelli già recuperati nel 2019, oggi valgono circa 1,3 miliardi di dollari. Se venissero recuperati tutti, in totale sarebbero stati distribuiti circa 400 milioni di dollari in ricompense. 

Per ricevere la ricompensa gli hacker dovranno confermare il possesso dei wallet utilizzati durante l’hack inviando 1 Satoshi ad un certo indirizzo pubblico indicato da Bitfinex. 

L’exchange promette di proteggere le identità di tutte le parti, di fatto consentendo agli hacker di rimanere anonimi. 

Nel frattempo l’exchange sta comunque continuando a collaborare con le forze dell’ordine che stanno indagando sull’attacco del 2016, e nel febbraio del 2019 le autorità statunitensi recuperarono circa 27,66 BTC rubati. 

Ma la stragrande maggioranza risulta essere ancora in possesso degli hacker. 

Infatti, nonostante dai wallet coinvolti nell’hack siano stato trasferiti diverse migliaia di BTC, il grosso risulta essere ancora conservato in wallet in possesso degli hacker.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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