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Il Consiglio dell’Unione Europea contro la crittografia
Il Consiglio dell’Unione Europea contro la crittografia
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Il Consiglio dell’Unione Europea contro la crittografia

By Marco Cavicchioli - 11 Nov 2020

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Il Consiglio dell’Unione Europea sarebbe intenzionato a sferrare un duro attacco contro l’utilizzo della crittografia sugli smartphone. 

È quanto emerge da un documento interno pubblicato da Orf.at, ovvero il sito della televisione di Stato austriaca. 

Si tratta di una risoluzione che obbliga gli operatori di piattaforme come WhatsApp, Signal ed altri a creare chiavi per il monitoraggio di chat e messaggi crittografati E2E, entro cinque giorni. 

Lo scopo di questa risoluzione sarebbe esplicitamente quello di garantire alle autorità l’accesso ai dati trasmessi o ricevuti tramite app di messaggistica, anche qualora questi fossero cifrati. 

L’utilizzo previsto di questa nuova funzionalità sarebbe nel rispetto delle leggi, incluso quello  per i diritti fondamentali degli individui e la sicurezza informatica dei dispositivi, ma è lecito avere dubbi sul fatto che verranno sempre e solamente utilizzati in questo modo. 

Infatti il documento chiede esplicitamente soluzioni tecniche per ottenere l’accesso ai dati crittografati senza però specificare quali, o con quali modi accedervi. 

Inoltre viene richiesto di sviluppare queste soluzioni in stretta collaborazione con i fornitori di servizi di comunicazione, aprendo di fatto alla possibilità che i provider di di connettività possano avere accesso alle informazioni contenute nelle chat degli utenti. 

Tuttavia va sottolineato che queste risoluzioni del Consiglio dell’Unione Europea non hanno valore legale, ma hanno come obiettivo quello di indicare possibili nuovi sviluppi, e per invitare la Commissione Europea a produrre leggi a riguardo. 

La crittografia nemica-amica del Consiglio dell’Unione Europea 

La cosa a dir poco curiosa è che lo stesso documento inizia con una vera e propria lode della crittografia come strumento per garantire la privacy, la riservatezza e l’integrità dei dati delle comunicazioni di governi, infrastrutture critiche, società civile, cittadini e industria. 

Sembra quasi come se il Consiglio consideri utile l’utilizzo della crittografia se ad utilizzarla sono istituzione pubbliche, come il Consiglio medesimo, ma pericoloso se a farlo sono i privati cittadini. 

L’obiettivo ultimo di questa strategia sarebbe quello di consentire alle forze dell’ordine di intercettare preventivamente i messaggi legati in particolare all’organizzazione di attacchi terroristici, ma è molto difficile immaginare come potrebbero effettivamente essere evitati abusi. È noto ad esempio che le intercettazioni telefoniche non siano sempre state utilizzate in modo etico, ed è estremamente improbabile che qualcosa di simile non accada anche per le chat o i messaggi privati.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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