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Coinbase precede il NYT: nessun caso di discriminazione
Coinbase precede il NYT: nessun caso di discriminazione
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Coinbase precede il NYT: nessun caso di discriminazione

By Eleonora Spagnolo - 26 Nov 2020

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Guai in arrivo per Coinbase che a breve sarà accusata di discriminazione dal New York Times. 

Ma prima che il giornale pubblicasse il report in questione, probabilmente a firma di Nathaniel Popper, l’exchange ha voluto avvisare i suoi dipendenti e ha pubblicato la stessa lettera sul blog, dando il suo punto di vista.

Nell’articolo che uscirà nei prossimi giorni online, e domenica nella versione cartacea, si sosterrà che almeno tre ex dipendenti di Coinbase e un appaltatore sarebbero stati discriminati in quanto neri. In tempi di Black Lives Matter, la faccenda può diventare veramente molto spinosa.

Ad ogni modo, Coinbase spiega come sono andate le cose. Il contesto è quello di una serie di cambiamenti aziendali decisi da Coinbase, non ultimo quello di essere una mission focused company vietando le discussioni politiche. Giova ricordare che a causa di questa scelta, 60 persone hanno abbandonato l’exchange. Le persone coinvolte, le stesse che avrebbero contattato il reporter, lamento di essere state discriminate, probabilmente per il colore della loro pelle. 

Si dice anche che gli impiegati neri e gli appaltatori si sarebbero lamentati con l’azienda. Ma, spiega Coinbase: 

“In realtà, solo tre di queste persone hanno sporto denuncia durante il loro periodo a Coinbase. Tutte queste denunce sono state oggetto di indagini approfondite, una attraverso un’indagine interna e due da parte di investigatori terzi separati, che non hanno trovato alcuna prova di irregolarità e hanno concluso che le denunce non erano fondate”. 

Coinbase, il NYT e i casi di discriminazione

Coinbase ha collaborato con il giornalista, offrendo la sua versione dei fatti, ma teme allo stesso modo che quando l’articolo uscirà, potrebbe contenere inesattezze e dipingere un quadro errato degli avvenimenti. 

Ad ogni modo, Coinbase è molto chiara: 

“Ci impegniamo a mantenere un ambiente sicuro, solidale e accogliente per i dipendenti di ogni provenienza. Non accettiamo comportamenti intolleranti”. 

Per questo nella lettera, i dipendenti sono invitati a segnalare comportamenti inappropriati quali molestie o discriminazioni.

Il lungo testo termina con delle FAQ, precedute però da un consiglio ai dipendenti: se nei prossimi giorni saranno contattati da giornalisti, possono inoltrare le richieste al team apposito dell’exchange. 

Nelle FAQ Coinbase punta a chiarire alcuni ulteriori dubbi, ribadendo che non avrà modo di visionare l’articolo prima della pubblicazione, pur avendo già fornito dichiarazioni ufficiali sulla questione.

Ad ogni modo, nonostante si parlerà di diversi casi di discriminazione, le denunce pervenute a Coinbase sono solo tre, per altro già approfondite. Ciò nonostante continuerà ad investigare. Per garantire il benessere dei dipendenti inoltre, Coinbase da agosto si è affidata ad un consulente esterno incaricato anche di intervistare i lavoratori sulla loro esperienza nell’exchange. Da questa consulenza non sono emersi casi di pregiudizi strutturali nelle assunzioni, promozioni o valutazioni delle prestazioni. 

Al contrario, i lavoratori si sono dichiarati soddisfatti. 

Motivo che fa dire a Coinbase che continuerà su questa scia per dare un trattamento equo ed un’esperienza di lavoro positiva per tutti i dipendenti.

Non resta che attendere la pubblicazione dell’articolo da parte del New York Times e l’eventuale replica da parte di Coinbase.

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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