Progetto Euro Digitale: parte la fase di investigazione
Progetto Euro Digitale: parte la fase di investigazione
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Progetto Euro Digitale: parte la fase di investigazione

By Eleonora Spagnolo - 15 Lug 2021

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Il progetto dell’euro digitale si concretizza: l’Unione Europea è determinata a fare sul serio e per questo ha annunciato ieri il lancio della “fase di investigazione”.

Si tratta di un periodo di 24 mesi di studio nel quale saranno analizzati possibili design per rendere la moneta digitale di facile uso per gli utenti, i commercianti e gli intermediari.

Il lancio di questa fase progettuale segue lo studio preliminare nel quale non erano stati evidenziati particolari ostacoli.

Lo scopo di questa fase sarà quello di creare una moneta che sia allo stesso tempo facile e sicura, in grado di prevenire usi illeciti, e che sappia anche contenere gli impatti indesiderati sulla stabilità finanziaria e sulle politiche monetarie.

Spiega la nota ufficiale della BCE che in ogni caso l’euro digitale non andrà a sostituire il denaro contante, ma sarà complementare ad esso.

I 24 mesi non saranno esaustivi: una decisione arriverà solo in seguito.

Oltre ai dettagli tecnici, la fase progettuale vedrà l’Unione Europea impegnata a lavorare anche ad un quadro normativo adeguato. Sarà un processo che vedrà coinvolti non solo il Parlamento Europeo ma probabilmente anche le autorità nazionali.

Infine si studierà l’impatto che l’euro digitale avrà sul mercato, concentrando l’analisi anche sui rischi e sulla necessità che la “nuova” moneta preservi la privacy degli utenti.

Prima del lancio di questa fase, spiega la nota, sono stati fatti diversi test nei quali non sono stati riscontrati particolari ostacoli tecnologici. 

In particolare è stato analizzato anche il sistema di pagamenti istantanei TIPS e altri sistemi alternativi come le transazioni su blockchain, notando che entrambi possono sostenere circa 40.000 transazioni al secondo. 

Per questo, secondo l’Unione Europea, è probabile che si arrivi a combinare un’architettura centralizzata con una decentralizzata.

Da ultimo, viene chiarito che l’euro digitale sarebbe ecosostenibile, molto più di Bitcoin:

“Per le architetture che sono state testate, la potenza utilizzata per eseguire decine di migliaia di transazioni al secondo è trascurabile rispetto al consumo energetico delle criptovalute come il bitcoin”.

il presidente della BCE Christine Lagarde ha dichiarato:

“Sono passati nove mesi da quando abbiamo pubblicato il nostro rapporto sull’euro digitale. In questo lasso di tempo, abbiamo condotto ulteriori analisi, chiesto il contributo di cittadini e professionisti e condotto alcuni esperimenti, con risultati incoraggianti. Tutto questo ci ha portato a decidere di fare un passo avanti e avviare il progetto dell’euro digitale. Il nostro lavoro mira a garantire che nell’era digitale i cittadini e le imprese continuino ad avere accesso alla forma più sicura di denaro, quella della banca centrale”.

Fabio Panetta, presidente della task force di alto livello sull’euro digitale e membro del consiglio della BCE ha aggiunto:

“Ci impegneremo con il Parlamento europeo e altri decisori europei e li informeremo regolarmente sui nostri risultati. Anche i cittadini, i commercianti e l’industria dei pagamenti saranno coinvolti”.

Euro digitale, un progetto per fermare le stablecoin

Dalle parole del presidente Christine Lagarde è evidente che l’euro digitale andrà avanti per fermare altre forme di denaro digitale non emesse dalle banche centrali. Il pensiero va a bitcoin e alle criptovalute, in particolare alle stablecoin.

Del resto la presidente della Banca Centrale Europea non ha mai fatto mistero di considerare le stablecoin una minaccia. L’euro digitale, nei piani della BCE, deve dunque diventare alternativo a queste forme di denaro.

C’è da aggiungere che l’Unione Europea è decisamente indietro rispetto alla Cina, i cui test sullo yuan digitale sono in fase più che avanzata. Anche negli Stati Uniti il dollaro digitale è più discusso che studiato. Era urgente accelerare per non lasciare il monopolio delle valute digitali di Stato alla Cina. L’Europa è sulla strada giusta.

Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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