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La Svezia deve restituire 33 Bitcoin ad uno spacciatore
La Svezia deve restituire 33 Bitcoin ad uno spacciatore
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La Svezia deve restituire 33 Bitcoin ad uno spacciatore

By Vincenzo Cacioppoli - 25 Ago 2021

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In Svezia, il governo deve restituire 33 Bitcoin (BTC), pari ad un valore di oltre 1,5 milioni di dollari, ad uno spacciatore a cui erano stati sequestrati per la loro presunta provenienza illecita.

La storia dello spacciatore e dei Bitcoin in Svezia

Come afferma la stampa locale, si tratta del primo caso di sequestro di criptovaluta nel paese. Il pubblico Ministero del caso, che ha ottenuto il sequestro della criptovaluta, ha registrato però l’importo sequestrato in dollari e, a causa delle fluttuazioni dei prezzi, il governo deve ora rimborsare l’importo che risulta essere molto più alto di quello registrato in occasione del sequestro.

Ecco che allora si può parlare di un guadagno speculativo da parte del delinquente, realizzato proprio grazie al sequestro preventivo del tribunale.  Il caso potrebbe adesso avere ripercussioni in casi futuri.

Tove Kullberg, il pubblico Ministero che si è occupato del caso, ha sostenuto che l’intera scorta di Bitcoin aveva un’origine criminale ed è riuscito a sequestrare la criptovaluta. Tuttavia, Kullberg ha usato il numero di dollari nel suo caso invece della quantità di criptovaluta. Da allora, il prezzo di Bitcoin è cresciuto enormemente, facendo sì che il valore sequestrato continuasse a crescere, mentre l’importo sequestrato registrato fosse rimasto lo stesso.

L’uomo era stato sorpreso a vendere droga online e ad accettare pagamenti in Bitcoin in cambio. Kullberg, aveva deciso di utilizzare il valore equivalente di Bitcoin in valuta fiat per portare avanti il suo caso contro lo spacciatore.

Tale scelta è stata ovviamente un errore, che ha portato il tribunale a dover pagare $1,5 milioni allo spacciatore al momento del suo rilascio.

La crescita del prezzo di Bitcoin

A causa del fatto che il prezzo di Bitcoin era molto più basso 2 anni fa rispetto a oggi, i guadagni dell’uomo dallo spaccio di droga equivalevano a circa $100.000, o 1,3 milioni di corone svedesi. Il tribunale ha stabilito che questa è la somma che dovrebbe essere prelevata dallo spacciatore come risarcimento per le sue attività criminali.

Ma, nel tempo, il prezzo di Bitcoin è salito alle stelle e la sua scorta di criptovalute è cresciuta fino a raggiungere dimensioni enormi. Quindi, quando l’autorità giudiziaria svedese è stata incaricata di mettere all’asta i Bitcoin dello spacciatore, hanno dovuto vendere solo 3 BTC per ottenere i $100.000 che l’uomo avrebbe dovuto pagare.

Questo ora permette allo spacciatore di rimanere con 33 dei 36 BTC originali, che attualmente valgono circa $1,5 milioni, e questo importo deve essere legalmente restituito al suo proprietario.

La mancanza di competenze in ambito crypto

Il procuratore ha ammesso il suo errore, dichiarando:

“Il modo in cui ho deciso di argomentare il caso è stato alquanto infelice, La lezione da trarre da questo incidente è che si deve mantenere il valore in Bitcoin. Il profitto del crimine è stato di 36 BTC, in consegna dal valore che Bitcoin aveva allora. Questo ha portato a conseguenze che all’epoca non ero in grado di prevedere”. 

Il pubblico ministero ha qualificato l’evento come “sfortunato” e mostra la conseguenza di una mancanza di competenza quando si tratta di criptovalute e monete digitali legate ad atti criminali.

Inoltre, questo caso potrebbe fungere da giurisprudenza per casi futuri. Kullberg ha riconosciuto il suo errore, ora sta sostenendo gli investimenti nell’istruzione per l’accusa in materia di criptovaluta e reati digitali.

Kullberg ha inoltre sottolineato che, dato che le criptovalute stanno divenendo sempre più ampiamente approvate, le autorità giudiziarie farebbero bene a investire nella formazione del proprio personale nel settore crypto:

“Più aumentare il livello di conoscenza all’interno dell’organizzazione, meno errori faremo.” 

La Svezia e l’e-corona

La Svezia d’altra parte da tempo è una delle nazioni più avanzate in termini di monete e pagamenti digitali. Da qualche mese è anche cominciata una sperimentazione di una moneta statale digitale, e-corona, che potrebbe vedere la luce nel 2022. D’altra parte in Svezia nel 2020 solo il 10% dei pagamenti avviene in contanti.

Vincenzo Cacioppoli
Vincenzo Cacioppoli

Vincenzo è genovese di nascita ma milanese di adozione. E' laureato in scienze politiche. E' un giornalista, blogger, scrittore, esperto di marketing e digital advertising. Dopo una lunga esperienza nel marketing tradizionale, comincia attività con il web e il digital advertising nel 2011 fondando una società Le enfants. Da sempre appassionato di web e innovazione, nel 2018 approfondisce le tematiche legate alla blockchain e alle criptovalute. Trader indipendente in criptovalute dal marzo 2018, collabora con aziende del settore come content marketing specialist. Nel suo blog. mediateccando.blogspot.com, da tempo si occupa soprattutto di blockchain, che considera come la più grande innovazione tecnologia dopo Internet. A novembre è prevista l'uscita del suo primo libro sulla blockchain e il fintech.

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