Kraken: “Gli NFT sono un mercato basato sull’hype”
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Kraken: “Gli NFT sono un mercato basato sull’hype”

By Amelia Tomasicchio - 2 Ott 2021

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L’exchange Kraken ha pubblicato un report sugli NFT, spiegandone le origini e gli step salienti della storia di questo fenomeno che nasce in realtà nel lontano 2012.

La crescita esponenziale degli NFT

Il report inizia spiegando quanto il settore dei non fungible token abbia preso piede nel 2021, dando alcuni dati di questa crescita esponenziale che ha visto gli NFT salire del 5404% in un anno.

“Secondo quanto riferito, gli NFT hanno registrato oltre $ 56 milioni di vendite nel 2020 e oltre $ 927 milioni nella prima metà del 2021. Ciò segna una crescita del 5,404% anno su anno rispetto alla prima metà del 2020”, si spiega nel report.

L’Archeologia degli NFT spiegata da Kraken

Il report riporta poi tutta la storia dei non fungible token. Come si spiega nel lungo PDF diffuso ieri da Kraken, le origini degli NFT vanno ricercate nelle cosiddette “colored coin” del 2012, ovvero dei token che rappresentavano asset reali basati sulla blockchain di Bitcoin e in particolare della più piccola parte di BTC, i satoshi.

Dopo, nel 2016 venne il tempo dei Rare Pepe come carte per un videogioco decentralizzato. Dopo il successo dei Rare Pepe che iniziarono all’epoca a tradare anche per 300mila dollari, John Watkinson e Matt Hall decisero di fondare il progetto dei CryptoPunks, una serie di carte basate su Ethereum i cui personaggi erano disegnati in 8bit. Il progetto fu lanciato il 23 giugno del 2017 con 10mila NFT unici di diversa rarità.

Il 2017 fu anche la volta dei CryptoKitties, che per primi usarono lo standard ERC721 invece che l’ERC20. Il fenomeno prese piede così velocemente che in quelle settimane la rete di Ethereum venne congestionata da questi gattini virtuali ed era difficile effettuare delle transazioni, con conseguente boom dei costi del gas.

Le diverse applicazioni e use case degli NFT

Sicuramente uno dei settori più prolifici per queste carte collezionabili basate su blockchain è il gaming e il report di Kraken riporta alcuni dei progetti più interessanti del settore come Plasma Bears, Voxies, Cryptobots, Mytherium e ChainGuardians.

Come sappiamo gli NFT hanno decine di diverse applicazioni come nel settore dell’arte, dello sport, dei collectibles, dei metaversi e delle utility come gli Ethereum Name Service o gli Unstoppable Domains.

Guardando al 2020, spiega Kraken, “Il settore dei giochi è risultato il migliore con oltre 629k di vendite. In termini di valore delle vendite, il settore del metaverso e dell’arte ha visto il valore più alto con oltre $ 14 milioni e $ 12,3 milioni di vendite rispettivamente”.

Nel 2021, il settore in cui gli NFT hanno fatto più vendite, è stato quello dei collectible con quasi 4 miliardi di dollari.

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I creators più famosi del mondo della crypto arte e non solo

Nel dare la sua overview del settore, Kraken ha anche stilato una classifica degli artisti che hanno segnato piu vendite. Nell’elenco troviamo:

  • Beeple con 139 milioni di dollari per oltre 1000 opere;
  • Pak con 39 milioni per oltre 7000 NFT;
  • Fewocious, 20 milioni per 3186 NFT;
  • Trevorjonesart, 19 milioni per 5286 NFT.

Non potevano poi mancare le star che hanno deciso di lanciare i propri NFT. Qui, in classifica, troviamo Snoop Dogg, Paris Hilton, Grimes, Jay Z, Kings of Leon e Lindsay Lohan.

I pro e contro degli NFT

Sezione particolarmente interessante del report di Kraken è quella dedicata ai pro e ai contro dell’uso dei non fungible token.

Tra i pro troviamo sicuramente la possibilità di proteggere la proprietà intellettuale di un’opera, la diminuzione delle barriere d’ingresso nel mercato dell’arte per vendere i propri artwork e la verificabilità della proprietà di un bene.

Dall’altro canto, però, anche gli NFT avrebbero dei contro per Kraken. Questi andrebbero ricercati nel fatto che spesso gli NFT sono delle copie digitali di opere fisiche che quindi non offrono nessun valore aggiunto; la replicabilità per cui un artista può decidere di vendere facilmente tante copie di un’opera, svalutandola e il fatto che il mercato pare essere in una fase di bolla, oltre alle questioni irrisolte in termini di regolamentazione.

Amelia Tomasicchio

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin. Precedentemente è stata un'autrice di Cointelegraph e CMO di Eidoo. Oggi è co-founder e direttrice di Cryptonomist. E' stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes. Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e Business Developer di Huobi per il mercato italiano.

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