Analisi azioni Apple, Eni, Amazon e Tesla
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Analisi azioni Apple, Eni, Amazon e Tesla

By George Michael Belardinelli - 13 Gen 2022

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Analisi azioni Eni

Da ottobre 2020 (6,01€ 01/10/2020) ad oggi 13,05€ (+1,89% nella seduta di ieri) il titolo di Eni non ha conosciuto sosta. Continua la crescita stabile delle azioni Eni, frutto di una diversificazione e di un approccio al futuro e a una riorganizzazione societaria volta a far fronte alla svolta green ed elettrica su scala planetaria. 

In un mondo in cui gli idrocarburi sembravano insostituibili, da almeno 5 anni si sta spingendo fortissimo per una svolta green che porta con sé l’elettrico anch’esso in forte espansione ed Eni non si è fatta cogliere impreparata. 

Durante il Capital Markets Day di novembre 2021 infatti il CEO Claudio Descalzi ha annunciato che a marzo 2022 verrà lanciata l’Ipo Plenitude (Eni R&R come veniva precedentemente chiamata dagli addetti ai lavori) ovvero una nuova società che si occuperà di Retail, rinnovabili e mobilità elettrica. 

L’Ipo consentirà di attrarre nuovi flussi di capitale per la società che ha l’obiettivo di fornire energia decarbonizzata al 100% ai propri clienti entro il 2040, supportando gli obiettivi di Eni di azzeramento delle emissioni nette di Co2 Scope3. La società attualmente ha un portafoglio di impianti di esercizio di 1,2 GW e punta ad arrivare a 6 entro il 2025 e a 15 entro il 2030. Allo stesso tempo la rete di mobilità elettrica verrà ampliata fino ad arrivare a 31000 punti di ricarica entro il 2030 con 600 milioni di ricavi ed ebitda di circa 100 milioni; Eni manterrà sempre una quanto di maggioranza. 

Anche per Eni il futuro è verde e Plenitude darà una mano. 

Tesla può crescere ancora

Dal 2017 ad oggi Tesla (TSLA) ne ha fatta di strada. Da innovatore dell’automotive e produttore di auto elettriche, ha saputo con il tempo raggiungere standard elevatissimi riuscendo ad offrire un prodotto di altissimo livello ed elevando il brand a status symbol.

Prima di capire se puntare sul “giocattolo” di Elon Musk sia ancora una buona idea occorre però fare un passo indietro.

All’esordio nel mercato la capitalizzazione del colosso americano era di 35 miliardi, oggi siamo a più di 1 trilione di dollari, cifre astronomiche che vedono il titolo nei cinque anni di storia crescere dai 37 ai 1106,22 Usd di oggi. 

Il mercato dell’auto elettrica è in forte espansione e di certo Tesla è il player da battere ma è altrettanto vero che la concorrenza dei marchi storici delle auto a idrocarburi non ha tardato ad arrivare seppur con standard spesso al di sotto delle aspettative. 

La continua ricerca di sostenibilità, equità e innovazione, nonostante i player aumentino, portano la casa di San Carlos in un futuro radioso seppur la crescita non dovrebbe essere esponenziale come negli ultimi 5 anni. 

Oggi il titolo chiude con un +3,93% dopo un ultimo trimestre 2021 con ottimi risultati, insomma la crescita c’è stata, c’è e ci sarà, Tesla è la Apple dell’automotive e lo sarà sempre di più soprattutto nella percezione.

Azioni Apple
Apple è cresciuta del 500% in pochi anni

Azioni Apple a rischio calo?

A proposito della mela più famosa, che ieri ha chiuso con un +0,26% a 175,53 Usd, per molti versi si ricalca il discorso fatto per la società dell’iconico Musk. 

Apple Inc. (AAPL) negli ultimi 5 anni, partendo da 30 Usd (quotazione), è arrivata a fare un clamoroso + 500% circa (489,82), un + 40% solo negli ultimi 12 mesi ma non è tutto oro quello che luccica. 

Gli investitori, vuoi per la solidità del brand e dei suoi prodotti, vuoi perché viene sempre più visto come titolo rifugio, si sono riversati sul titolo ma questo potrebbe essere un campanello d’allarme. Chi investe in titoli tecnologici si sarà reso conto infatti di perdite dal 30 al 70% rispetto ai massimi sui titoli a piccola e media capitalizzazione nelle ultime settimane. 

Per semplificare le mie perplessità, rispetto alla crescita a questi livelli, nel futuro potrei dire che a fronte di stime degli analisti che danno al titolo un +12% medio annuo nei prossimi 3-5 anni contro un +19% di crescita media annua del titolo negli ultimi 10 anni e nonostante una capitalizzazione di circa 3 trilioni di dollari, non trovo motivi sufficienti a giustificare il raddoppio del rapporto prezzo /utili (P/E) da 15 (media storica) a 31 (il doppio in buona sostanza). 

Amazon tornerà a crescere nel 2022

Amazon (AMZN) dopo un 2020 di forte crescita (+76%) nel 2021 si è messo in stand by crescendo di un misero 5% ma qual è il sentiment per il 2022?

Molti analisti ipotizzano per quest’anno un +30% ponendo un obiettivo di prezzo a 4500 dollari a 12 mesi, tra questi Brian White (Monness Crespi Hardt). 

Ci aspetta una forte crescita dei ricavi e dei margini nei prossimi 5 anni visto l’enorme potenziale e una crescita sostanziale dell’utile per azione che si ipotizza possa crescere a un tasso medio annuo del 36% (orizzonte 5 anni). 

Per tutti questi motivi la big tech di Seattle è un buy per la gran parte degli analisti. Non ci resta che riflettere e agire. 

George Michael Belardinelli

Ex Corporate manager presso Carifac Spa e successivamente Veneto Banca Scpa, blogger e Rhumière, negli anni si appassiona alla filosofia e alle opportunità che l'innovazione e i mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione, in fissa con il metaverso e la realtà aumentata

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