Ethereum: il mining non è più redditizio?
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Ethereum: il mining non è più redditizio?

By Eleonora Spagnolo - 15 Gen 2022

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La profittabilità del mining di Ethereum è ormai in calo da diversi mesi.

Il calo della profittabilità del mining di Ethereum

Dopo il picco di metà maggio 2021, quando arrivò addirittura fino a 0,28 $ al giorno per MHash/s, era scesa fino a 0,05 $ tra giugno e luglio, ma poi sembrava essersi ripresa, tanto da risalire a quasi 0,09$ al giorno a novembre.

Da allora però è iniziato un lungo calo, che l’ha riportata fino agli attuali 0,05$ al giorno per MHash/s.

Visto così, questo sembrerebbe a tutti gli effetti un trend discendente innescatosi dopo il picco di metà maggio 2021, ma basta risalire ancora di poco indietro nel tempo per capire che non è affatto vero.

Infatti se da un lato il trend discendente è chiaro, soprattutto da novembre in poi con una perdita del 45% della profittabilità del mining a fronte di un calo del prezzo di ETH del 33%, sul lungo periodo il trend cambia aspetto.

Prendendo come riferimento gli ultimi mesi del 2020, ovvero quando la bullrun del 2021 non era ancora iniziata, la profittabilità da allora è aumentata del 66%, visto che è passata da 0,03$ agli attuali 0,05$ al giorno.

Tuttavia il trend discendente potrebbe continuare ancora, soprattutto se il prezzo di ETH non dovesse salire significativamente nel corso dei prossimi mesi.

Ethereum mining
Attualmente il mining di Ethereum continua ad essere redditizio

L’aumento dell’hashrate di Ethereum

La questione chiave è l’aumento dell’hashrate, che non solo è stato pressoché costante da fine giugno 2021, ma che non sembra volersi arrestare. Anzi, è probabile che possa continuare anche nelle prossime settimane, forse proprio fino a che la profittabilità del mining non sia nuovamente scesa fino a circa 0,03$ al giorno per MHash/s.

Dopo il crollo di maggio e giugno 2021 dovuto al ban del mining crypto in Cina, l’hashrate di Ethereum è tornato a salire, passando dagli allora 480 Thash/s agli attuali 970.

Da notare che in questo specifico periodo l’hashrate è cresciuto del 102%, mentre il prezzo di ETH è aumentato del 77%. Questo potrebbe far pensare che l’hashrate non sia destinato ad aumentare ancora nel caso in cui il prezzo non salisse, ma prendendo sempre come riferimento gli ultimi mesi del 2020 lo scenario cambia.

Allora l’hashrate complessivo di Ethereum era di circa 290 Thash/s, quindi fino ad oggi è cresciuto del 234%. Il prezzo di ETH invece è cresciuto del 433%, quindi è decisamente possibile che l’hashrate possa crescere ancora, anche in virtù del fatto che la profittabilità a 0,05$ al giorno rimane allettante per l’ingresso di eventuali nuovi miner.

Pertanto attualmente il mining di Ethereum continua ad essere redditizio, sebbene non come nei mesi scorsi, ma nei prossimi mesi la sua redditività potrebbe ridursi parecchio, soprattutto se il prezzo di ETH non dovesse aumentare.

Il passaggio a PoS

C’è poi un’altra incognita. Con il futuro passaggio da Proof-of-Work (PoW) a Proof-of-Stake (PoS) ETH di fatto non si potrà più minare, visto che la PoS non prevede la presenza di miner che convalidino i blocchi.

Questo potrebbe indurre molti miner a non investire ulteriormente in nuovi macchinari più potenti, ed a scoraggiare l’ingresso di nuovi miner. A dire il vero se questa dinamica fosse già in atto dovremmo assistere ad un rallentamento della crescita dell’hashrate, ma questa invece sta rimanendo piuttosto costante. Il fatto di non conoscere la data del passaggio definitivo al PoS, e la storia passata fatta di continui rinvii di questo passaggio epocale, potrebbero indurre molti miner ad ignorare il problema, perlomeno per ora.

Di sicuro questo non è il miglior momento per iniziare un’attività di mining su Ethereum, mentre invece ad esempio per quanto riguarda Bitcoin potrebbe esserlo, visti i problemi dei miner kazaki. Comunque sia da questo punto di vista il futuro delle due principali criptovalute al mondo dovrebbe presto separarsi, visto che se Ethereum passerà a PoS, Bitcoin invece continuerà con PoW.

Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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