Facebook non è più uno dei migliori posti al mondo dove lavorare
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Facebook non è più uno dei migliori posti al mondo dove lavorare

By Vincenzo Cacioppoli - 14 Gen 2022

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Dal’ 11mo posto del 2020 al 47mo del 2021. Questo è il risultato che ha ottenuto Facebook nella speciale classifica di quest’anno,  “Best place to work”, i migliori posti dove lavorare, stilata ogni anno dalla società americana Glassdoor. Quello dello scorso anno è il peggior risultato ottenuto da Facebook negli ultimi 12 anni.

La top ten dei migliori posti dove lavorare

Nella top ten di questa classifica i primi tre posti sono occupati da Bain & Company al primo posto, NVIDIA al secondo gradino del podio e In-N-Out Burger in terza posizione, mentre Google si trova in sesta posizione e Microsoft al nono posto della classifica.

Lavorare in Facebook

Tra gli aspetti positivi che gran parte dei dipendenti hanno sottolineato nel lavorare per l’ azienda di Menlo Park, ci sono l’autonomia nel proprio lavoro, i tanti benefit aziendali offerti, il fatto di poter lavorare con team affiatati e la soddisfazione di lavorare su prodotti che vengono usati in tutto il mondo da milioni di persone.

Mentre tra i principali aspetti negativi vengono annotati il fatto di essere spesso sotto i riflettori della stampa, per la questione della privacy o dei sistemi utilizzati per conservare e cedere i big data a società terze,  la mancanza di azione da parte dei manager sui problemi della piattaforma social e i dubbi sulla futura direzione dell’azienda dopo la presentazione della nuova società Meta.

Meta è stata oggetto di nuove pesanti critiche, dopo il caso di Cambridge Analytica del 2018, questa estate, dopo che un ex dipendente, Frances Haugen, ha fatto trapelare migliaia di pagine di ricerche interne su come i suoi prodotti influenzano gli utenti.

Queste problematiche legate alla privacy, con richieste di chiarimenti ai vertici aziendali da parte di autorità di controllo e commissioni parlamentari, ha sicuramente contribuito a creare un clima di tensione all’interno dell’azienda stessa, tra i dipendenti, che cominciano ad avere dubbi su quale sarà il futuro della stessa azienda.

Il cambio di nome da parte di Facebook, dopo il rinnovato interesse verso il mondo del metaverso, rappresenta forse anche un tentativo di dare un taglio con il passato di scandali e di controversie legali, legate alla delicata questione del trattamento dei dati personali di milioni di utenti, in suo possesso.

Facebook
Facebook ha avuto diversi problemi in materia di privacy

Facebook in cerca di risorse umane

E’ significativo che il primo grande calo di posizione nella classifica di Glassdoor dal 1 al 7 posto sia avvenuto proprio nel 2018 in occasione dello scoppio dei primi scandali legati alla cessione dei dati. Da allora Facebook non è piu riuscita a risalire la china.

Dopo la decisione di volgere il proprio sguardo verso il nuovo business è iniziata anche una campagna di reclutamento a tappeto delle migliori risorse umane, in forza presso i principali concorrenti, soprattutto Microsoft ed Apple.

La classifica di Glassdoor viene stilata prendendo come riferimento solo aziende americane con almeno 1000 dipendenti e viene stilata dopo aver effettuato una serie di interviste con un campione rappresentativo dei dipendenti. Sulla base delle risposte viene poi assegnato un punteggio che va da 1 a 5. Facebook ha ottenuto 4,3 contro i 4,7 della società prima in classifica.

 

Vincenzo Cacioppoli

Vincenzo è genovese di nascita ma milanese di adozione. E' laureato in scienze politiche. E' un giornalista, blogger, scrittore, esperto di marketing e digital advertising. Dopo una lunga esperienza nel marketing tradizionale, comincia attività con il web e il digital advertising nel 2011 fondando una società Le enfants. Da sempre appassionato di web e innovazione, nel 2018 approfondisce le tematiche legate alla blockchain e alle criptovalute. Trader indipendente in criptovalute dal marzo 2018, collabora con aziende del settore come content marketing specialist. Nel suo blog. mediateccando.blogspot.com, da tempo si occupa soprattutto di blockchain, che considera come la più grande innovazione tecnologia dopo Internet. A novembre è prevista l'uscita del suo primo libro sulla blockchain e il fintech.

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