La BCE ai ferri corti con Bitcoin
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La BCE ai ferri corti con Bitcoin

By George Michael Belardinelli - 2 Feb 2022

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Con il passare del tempo Bitcoin viene visto sempre più come un asset riconosciuto ed accettato nel mondo finanziario globale. La BCE, da sempre critica sull’argomento, torna a dare bastonate sfornando un’analisi dal titolo “La sfida del Bitcoin: come domare un predatore digitale”.

L’analisi della BCE su Bitcoin

L’analisi è stata redatta da tre illustri alfieri della Banca centrale europea quali: 

  • il direttore generale delle infrastrutture di pagamento Ulrich Bindseil, 
  • il responsabile dei pagamenti Bce Patrick Papsdorf,
  • Jurgen Schaaf, consigliere senior management per Bce e le infrastrutture di pagamento del mercato.

Sono tutti tecnici, anche se tutti interessati a mantenere lo stato delle cose o meglio a far scomparire le criptovalute. Secondo quanto riportato nell’analisi dei tre esponenti infatti il Bitcoin è visto come uno strumento di pagamento poco rilevante con transazioni lente e costose che lo rendono poco fruibile come moneta di scambio adottabile su larga scala. Oltre a un problema di tipo pratico viene anche descritto come molto volatile e pessimo come riserva di valore se paragonato all’oro; chiude il quadro il notevole impatto ambientale ed energetico del suo metodo di pagamento e degli scambi. 

Concludono la nota così: 

“Ciò che ne consegue è che la valutazione di mercato del Bitcoin è puramente basata sulla speculazione: il suo rally di mercato continuerà solo finché potrà essere mantenuta la convinzione della comunità Bitcoin sui suoi presunti vantaggi, ma l’entusiasmo da solo non è sufficiente nel lungo periodo, poiché Bitcoin è alla fine solo una catena di numeri e le tecnologie vengono sostituite da tecnologie migliori con le nuove che in breve sostituiscono quelle precedenti”. 

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La BCE resta critica su Bitcoin

La sfida di Bitcoin alle banche centrali

Il rapporto degli analisti della BCE, seppur condiviso anche in recenti dichiarazioni da UBS, sembra solo uno degli ultimi urli disperati di un sistema malato e inefficace. Bitcoin infatti si è rivelato molto affidabile nel tempo e ha migliorato costantemente lo scambio di monete rendendolo più facile e veloce e venendo adottato addirittura come moneta ufficiale in alcuni paesi come ad esempio El Salvador

Il Bitcoin è una riserva di valore e nonostante non stia più galoppando verso cifre assurde come l’anno passato, si conferma come tale. 

Dobbiamo tenere conto infatti che la moneta virtuale subisce dei cicli di quattro anni, due di salita e due di contrazione e in questo periodo siamo proprio in quest’ultima fase con delle novità. È la prima volta nella sua storia che la moneta ha questa diffusione a livello globale e soprattutto ora viene adottata anche da alcune banche centrali ed ha investitori ovunque. In ultimo ma non per importanza minare Bitcoin è quanto di più green possa esistere: se da un lato infatti l’energia necessaria a produrre Bitcoin è grandissima, dall’altro però per farlo viene sempre utilizzata energia che deriva da fonti naturali, geotermica, eolico, maree, solare, fonti che andavano sprecate o non sfruttate a dovere. 

Insomma la guerra tra le banche centrali e Bitcoin è solo all’inizio, entrambi si guardano da lontano ma il mondo finanziario le vuole sempre più legate. 

La BCE ed altre banche centrali temono il disastro nei portafogli dei risparmiatori per un eventuale fallimento dei Bitcoin ma in realtà è solo la paura che Bitcoin eroda un po’ di quel mercato e di quel potere che ad oggi le ha viste spadroneggiare nella finanza.

George Michael Belardinelli

Ex Corporate manager presso Carifac Spa e successivamente Veneto Banca Scpa, blogger e Rhumière, negli anni si appassiona alla filosofia e alle opportunità che l'innovazione e i mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione, in fissa con il metaverso e la realtà aumentata

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